Ottimo spettro Umb!
La cometa si e' allontanata parecchio dal Sole nel frattempo e la radiazione che la raggiunge e' notevolmente diminuita:
11.069 lug -> r=55.800.000 Km
18.839 lug -> r=80.184.500 Km
Considera che la radiazione solare e' inversamente proporzionale al quadrato della distanza.
L'intensita' del doppietto Na D dipende sia da quanto e' attiva la cometa, sia dalla radiazione solare ricevuta. E' normale che, raggiunta una certa distanza durante l'allontanamento, il sodio non sia piu' apprezzabile nello spettro. Per vaporizzare i grani (e liberare sodio e altri metalli che per fluorescenza producono le righe di emissione nello spettro) serve molta piu' energia rispetto a quanta ne occorre per poter vedere le bande di gas come C2, C3 e CN (per citarne solo alcuni).
Da quanto si e' osservato in passato con varie comete, la prima specie gassosa che si eccita quando una cometa si avvicina al Sole e' il CN, a seguire C3 e NH2, poi C2. Infine, con la cometa vicinissima al Sole, "partono" le righe dei metalli fra cui il sodio. A meno di variazioni repentine di attivita', ci si attende che questa sequenza si verifichi al contrario adesso che la cometa si sta allontanando dal Sole.
Se ricordi, questi argomenti li avevo trattati in un breve articolo per il bollettino ARAS, che trovi a questo
link. Fra l'altro ho utilizzato pure un bellissimo spettro 2d della cometa C/2014 Q2 che hai preso con l'Alpy 600. Nell'articolo ci sono anche informazioni utili per l'identificazione delle righe spettrali.
Torno ora alla pratica di ripresa con un esperienza, resa possibile dal falso nucleo molto condensato, che consiglio ai neofiti in possesso di un reticolo a diffrazione (Star Analyser e simili).
Ieri sera (19 luglio), ho montato lo Star Analyser 100 davanti ad un teleobiettivo da 200 mm di focale. La camera, una EOS 500D, posta su un normale (e gracile) treppiede fotografico. La cometa purtroppo non e' visibile dal mio osservatorio ma basta spostarmi di una ventina di metri per trovare un varco che permette di osservarla. Ho una montatura portatile (AZ-EQ5) che avrei potuto utilizzare ma il forte inquinamento luminoso che si trova proprio nella zona della cometa, diciamo, non ha creato la giusta ispirazione! Attrezzatura minimale quindi...
Per ottenere una sufficiente dimensione dello spettro sul piano focale, la focale dell'obiettivo non puo' essere molto corta. Dipende anche dal sensore ma direi che 200 mm sono il minimo. Aumentarla di molto significa disperdere troppo lo spettro che risulterebbe poi sottoesposto. A questa focale, con un paio di secondi di esposizione si comincia a vedere il mosso per la rotazione della volta celeste. Sempre i due secondi non sono pero' sufficienti per ottenere un buon rapporto s/r dello spettro. Cosa fare allora? Semplice stratagemma: ruotare lo Star Analyser in modo che l'asse della dispersione sia perpendicolare al moto siderale. In questo modo il mosso (prodotto da una esposizione relativamente lunga) forma uno spettro solo piu' "alto", con le righe perpendicolari alla dispersione. Basta ruotare in frame per disporlo orizzontalmente ed e' pronto per l'eventuale estrazione del profilo spettrale.
Senza fare strani calcoli, si prendono alcuni frame di 4-5 secondi sui quali verificare la direzione delle tracce stellari e sistemare, per approssimazioni successive, il corretto angolo dello Star Analyser. E' consigliabile che nel frame sia inclusa anche la traccia dell'ordine zero, in caso si volesse procedere all'estrazione del profilo calibrato. Raggiunta approssimativamente questa condizione, ho preso una serie di spettri cometari, ciascuno di 25 secondi di esposizione.
Analogo procedimento per Merak, la stella che ho usato come riferimento. Cambiando zona di cielo occorre rettificare l'angolo dello Star Analyser, dato che utilizzando un treppiede fotografico (sistema altazimutale) la direzione delle tracce stellari dipende da dove si punta.
Nei singoli frame otteniamo spettri di un certo spessore verticale che, fra un frame e il successivo, sono spostati lungo la direzione perpendicolare alla dispersione. Per aumentare il rapporto s/r degli spettri, ho effettuato lo stacking di 13 frame, riallineando manualmente gli spettri 2d in base ad una riga ben visibile (per la cometa ho usato il picco C2 maggiore e per Merak la riga di assorbimento h-beta).
Ho corredato lo spettro bidimensionale del suo profilo di intensita' (calibrando per quanto possibile lambda e flusso relativo). Nel riquadro si vede anche la strumentazione.

Un sensore a colori non e' l'ideale per la ripresa di spettri ma penso che gia' lo spettro bidimensionale sia molto interessante per la sua valenza didattica. Mostra infatti molto chiaramente le principali bande di Swan del carbonio biatomico (C2) nel loro campo di colore. Si apprezza anche l'insieme di bande dovute al radicale NH2 nella regione del giallo-arancione. Il vetrino che copre il sensore della DSLR, per evitare problemi di cromatismo, taglia parte del rosso e parte dell'ultravioletto, da qui la mancanza della forte emissione dovuta al CN. Si nota comunque come il verde sia prevalente. E' infatti la colorazione che stiamo osservando in questi giorni nella zona del nucleo e della chioma della cometa. Uno spettro del genere, preso giorni fa con la cometa vicina al Sole, avrebbe mostrato chiaramente la fortissima riga di emissione del sodio che adesso sta scomparendo.
Con la stessa tecnica qualche off-topic (sorry!)...
Mizar e Alcor
Vista della costellazione della Lira. Notare come sia diverso lo spettro della stella rossa del02 Lyr (sp M4II):
Lo spettro del beacon anti-collisione sotto la pancia del Boeing 737 Ryanair Bari-Pisa FR9784 che si trovava a passare in direzione della cometa (con le app tipo Flightradar24 oggi sappiamo tutto di quei puntini lampeggianti che attraversano il cielo)
Paolo