considerazioni ottiche
Inviato: 25 mar 2007, 15:36
Ciao
Sono nuovo in questo forum che ho letto con interesse, specialmente la parte che riguarda i telescopi e la tecnica. Ho notato molte lettere inneggianti alla possibilità di avere una strumentazione ottica “…praticamente la stessa” di una molto più costosa. Ho poi notato che molti chiedono pareri sulla possibilità di utilizzo di montature che di meccanica di precisione hanno solo il nome. Io provengo dall’archeologia della astrofilia ed ho percorso tutte le tappe tecnologiche che hanno portato alle meraviglie odierne. Altri sostengono che in pratica non c’è alcuna differenza visibile tra oculari di 500 E e plossl americani (cinesi) di 15 E.
Altri inneggiano alla eccezionale qualità dell’ETX.
Io credo che le cose stiano un po diversamente.
Innanzitutto vorrei mettere in chiaro una cosa. Sapete qual è il miglio oculare per osservazioni planetarie? Un Huygens o un Ramsden da 5 E.!!! Sono un pazzo? Ci avete mai guardato dentro?
Sfido chiunque ( e sono disposto a metterci su una cena!) se AL CENTRO DEL CAMPO, un pianeta si vede peggio di un pentax o un radian del costo di 100x!!!E ditemi a che dovrebbe servire un oculare con 85% di campo per osservare giove o saturno!!
Avete mai osservato un pianeta non troppo alto sull’orizzonte! Avrete notato che c’è una enorme aberrazione cromatica dovuta alla rifrazione atmosferica. Che si fa? Con un Huygen basta scegliere il punto del campo visuale in cui l’aberrazione cromatica laterale dell’oculare compensi perfettamente l’aberrazione propria dell’atmosfera ed il gioco è fatto! Allora perché tutti voi state continuamente a discutere sulla qualità di iperion o orto? Oggi con la foto digitale si pone in maniera drammatica la qualità del supporto. Per buone foto c’è bisogno di ottiche buone, ma PRINCIPALMENTE di OTTIME montature. Purtoppo ottime meccaniche e basso costo non si abbinano. Il primo fine di un astrofilo dovrebbe essere quello di acquistare una montatura almeno buona. Per la mia esperienza ALMENO buona è al minimo una GPDX per foto con ottiche di non più di 400 mm di focale. Per focali superiori le cose si fanno drammatiche e si balza come al minimo ad una losmandy g11.
Poi si può fare qualunque cosa, provare e divertirsi è stata la mia filosofia per 40 anni e lo è ancora. MA chi discute su buoni risultati sappia che l’ottica buona e la meccanica adatta COSTANO MOLTO. Un’ottica della qualità 7 ha un costo di 100, un’ottica di qualità 8 ha un costo di 500, una di qualità 9 costa 10000 e una di qualità 9.5 costa 10000000. Qualità superiori hanno un costo inimmaginabile. Tutto sta a sapere cosa si vuole e cosa ci si può permettere. Per 20 anni ho fatto foto con lenti da 40 mm o 50 mm recuperate da strumenti prebellici e tuttora sono orgoglioso dei risultati ottenuti sulla luna con ottiche così misere. MA io credo che chi asserisce che il suo acro da 1000 /10 è perfetto e non si spiega come altri strumenti simili possano costare così tanto, non sa di cosa parla. Uno strumento ottico è il risultato di anni di progettazione e di tentativi di miglioramento. Guardare in uno strumento semiapo da 150 del costo di 2000 E. NON E’LA STESSA COSA che guardare in un apo triplet da 30.000 E!!! (leggi apq zeiss) o AP (12.000 E.). Il primo tutt’al più può concentrare la luce di un’immagine puntiforme in un punto che contiene il 95% della luce iniziale, gli altri concentrano il 99% della luce …NON E’ LA STESSA COSA. Questo 2-3% in più si paga profumatamente.
Per gli oculari è la stessa cosa. Pentax, TV, Zeiss di alto costo….gli altri sono solo dei buoni vetri:
E’ la scelta dell’astrofilo (o la possibilità di spesa dello stesso) che decide sullo strumento, non la sedicente uguaglianza delle prestazioni. Come mai la ziess o la taka o l’AP non falliscono visto che TANTO I MEADE O GLI SW sono la stessa cosa e costano 10 volte di meno? Come mai gli astrofili attendono 5 anni per avere un AP? O 10 anni per uno ZEISS?
IO ho passato la gioventù ad ARRAGIARMI sia per mancanza di strumenti commerciali, ma principalmente per la mancanza atavica del dio denaro e non mi pento dell’esperienza che ho acquisito in tanti anni di carestia, anzi la rimpiango sempre, tanto che ancora oggi che praticamente ho di tutto (dopo 35 anni di lavoro…però) ancora acquisto strumenti usati o danneggiati per rimetterli a posto, dilucidare le ottiche, costruire lenti mancanti, rifare ruote dentate, assemblare nuovi strumenti da rottami , ma mi sembra ingenuo che si dica che strumenti di poco costo siano buoni quasi come quelli che costano 30 volte tanto!
Per chiudere e non sembrare molto integralista sappiate che ho impiegato due anni per molare uno specchio d 180 mm che ho usato senza alluminatura per il sole ( perché alluminare uno specchio e poi metterci davanti un filtro?) non avendo altre possibilità finanziarie. Mi feci prestare un variatore di frequenza per modificare la velocità di un motore sincrono in AR e lo rifeci perfettamente (MA DOPO DUE NNI DI STUDIO dell’elettronica).
IO ora posso asserire, senza temere di essere smentito che è vero che per un astrofilo il proprio strumento è il migliore che esista. Ed è inutile contraddirlo. LA visione non è oggettiva, è soggettiva e ciò che si osserva è il risultato della luce che arriva alla retina e dell’elaborazione cerebrale. Quello che vediamo è ciò che il cervello ci fa vedere, non quello che è!!!
Più si osserva con lo strumento in nostro possesso, più il software cerebrale adatta un programma per la migliore visione. Io so che l’astronomo che osservava con il rifrattore enorme dell’osservatorio, affetto da grave cromatismo a tutta apertura, asseriva che il telescopio era praticamente apocromatico.
Il suo cervello, dopo tanti anni, aveva elaborato un programma di pulizia dell’immagine.
Come si spiega altrimenti che Schiapparelli vedeva distintamente i canali di marte, che risultavano inesistenti ai suoi colleghi?
Tutto ciò per dire che è inutile fare confronti. L’ottica migliore è quella che costa di più, ma nessuno deve sentirsi menomato per avere un’ottica meno pregiata.
E scusate dello sfogo, ma oggi vedo che si parla troppo se il mio strumento è meglio del tuo, quasi che fossimo stati noi i progettisti ed i costruttori e quindi vantarci del risultato della nostra creazione.
Il miglior strumento lo possiede solo chi ci spende di più, è inutile discutere. A noi spetta solo di decidere se dobbiamo accontentarci.
OSSERVARE, OSSERVARE, OSSERVARE (fotografare,fotografare)e fregarsene se esiste lo strumento dell’amico che sulla carta è migliore, lo strumento migliore è il nostro cervello…...
ciao
Paolo D.A.
Sono nuovo in questo forum che ho letto con interesse, specialmente la parte che riguarda i telescopi e la tecnica. Ho notato molte lettere inneggianti alla possibilità di avere una strumentazione ottica “…praticamente la stessa” di una molto più costosa. Ho poi notato che molti chiedono pareri sulla possibilità di utilizzo di montature che di meccanica di precisione hanno solo il nome. Io provengo dall’archeologia della astrofilia ed ho percorso tutte le tappe tecnologiche che hanno portato alle meraviglie odierne. Altri sostengono che in pratica non c’è alcuna differenza visibile tra oculari di 500 E e plossl americani (cinesi) di 15 E.
Altri inneggiano alla eccezionale qualità dell’ETX.
Io credo che le cose stiano un po diversamente.
Innanzitutto vorrei mettere in chiaro una cosa. Sapete qual è il miglio oculare per osservazioni planetarie? Un Huygens o un Ramsden da 5 E.!!! Sono un pazzo? Ci avete mai guardato dentro?
Sfido chiunque ( e sono disposto a metterci su una cena!) se AL CENTRO DEL CAMPO, un pianeta si vede peggio di un pentax o un radian del costo di 100x!!!E ditemi a che dovrebbe servire un oculare con 85% di campo per osservare giove o saturno!!
Avete mai osservato un pianeta non troppo alto sull’orizzonte! Avrete notato che c’è una enorme aberrazione cromatica dovuta alla rifrazione atmosferica. Che si fa? Con un Huygen basta scegliere il punto del campo visuale in cui l’aberrazione cromatica laterale dell’oculare compensi perfettamente l’aberrazione propria dell’atmosfera ed il gioco è fatto! Allora perché tutti voi state continuamente a discutere sulla qualità di iperion o orto? Oggi con la foto digitale si pone in maniera drammatica la qualità del supporto. Per buone foto c’è bisogno di ottiche buone, ma PRINCIPALMENTE di OTTIME montature. Purtoppo ottime meccaniche e basso costo non si abbinano. Il primo fine di un astrofilo dovrebbe essere quello di acquistare una montatura almeno buona. Per la mia esperienza ALMENO buona è al minimo una GPDX per foto con ottiche di non più di 400 mm di focale. Per focali superiori le cose si fanno drammatiche e si balza come al minimo ad una losmandy g11.
Poi si può fare qualunque cosa, provare e divertirsi è stata la mia filosofia per 40 anni e lo è ancora. MA chi discute su buoni risultati sappia che l’ottica buona e la meccanica adatta COSTANO MOLTO. Un’ottica della qualità 7 ha un costo di 100, un’ottica di qualità 8 ha un costo di 500, una di qualità 9 costa 10000 e una di qualità 9.5 costa 10000000. Qualità superiori hanno un costo inimmaginabile. Tutto sta a sapere cosa si vuole e cosa ci si può permettere. Per 20 anni ho fatto foto con lenti da 40 mm o 50 mm recuperate da strumenti prebellici e tuttora sono orgoglioso dei risultati ottenuti sulla luna con ottiche così misere. MA io credo che chi asserisce che il suo acro da 1000 /10 è perfetto e non si spiega come altri strumenti simili possano costare così tanto, non sa di cosa parla. Uno strumento ottico è il risultato di anni di progettazione e di tentativi di miglioramento. Guardare in uno strumento semiapo da 150 del costo di 2000 E. NON E’LA STESSA COSA che guardare in un apo triplet da 30.000 E!!! (leggi apq zeiss) o AP (12.000 E.). Il primo tutt’al più può concentrare la luce di un’immagine puntiforme in un punto che contiene il 95% della luce iniziale, gli altri concentrano il 99% della luce …NON E’ LA STESSA COSA. Questo 2-3% in più si paga profumatamente.
Per gli oculari è la stessa cosa. Pentax, TV, Zeiss di alto costo….gli altri sono solo dei buoni vetri:
E’ la scelta dell’astrofilo (o la possibilità di spesa dello stesso) che decide sullo strumento, non la sedicente uguaglianza delle prestazioni. Come mai la ziess o la taka o l’AP non falliscono visto che TANTO I MEADE O GLI SW sono la stessa cosa e costano 10 volte di meno? Come mai gli astrofili attendono 5 anni per avere un AP? O 10 anni per uno ZEISS?
IO ho passato la gioventù ad ARRAGIARMI sia per mancanza di strumenti commerciali, ma principalmente per la mancanza atavica del dio denaro e non mi pento dell’esperienza che ho acquisito in tanti anni di carestia, anzi la rimpiango sempre, tanto che ancora oggi che praticamente ho di tutto (dopo 35 anni di lavoro…però) ancora acquisto strumenti usati o danneggiati per rimetterli a posto, dilucidare le ottiche, costruire lenti mancanti, rifare ruote dentate, assemblare nuovi strumenti da rottami , ma mi sembra ingenuo che si dica che strumenti di poco costo siano buoni quasi come quelli che costano 30 volte tanto!
Per chiudere e non sembrare molto integralista sappiate che ho impiegato due anni per molare uno specchio d 180 mm che ho usato senza alluminatura per il sole ( perché alluminare uno specchio e poi metterci davanti un filtro?) non avendo altre possibilità finanziarie. Mi feci prestare un variatore di frequenza per modificare la velocità di un motore sincrono in AR e lo rifeci perfettamente (MA DOPO DUE NNI DI STUDIO dell’elettronica).
IO ora posso asserire, senza temere di essere smentito che è vero che per un astrofilo il proprio strumento è il migliore che esista. Ed è inutile contraddirlo. LA visione non è oggettiva, è soggettiva e ciò che si osserva è il risultato della luce che arriva alla retina e dell’elaborazione cerebrale. Quello che vediamo è ciò che il cervello ci fa vedere, non quello che è!!!
Più si osserva con lo strumento in nostro possesso, più il software cerebrale adatta un programma per la migliore visione. Io so che l’astronomo che osservava con il rifrattore enorme dell’osservatorio, affetto da grave cromatismo a tutta apertura, asseriva che il telescopio era praticamente apocromatico.
Il suo cervello, dopo tanti anni, aveva elaborato un programma di pulizia dell’immagine.
Come si spiega altrimenti che Schiapparelli vedeva distintamente i canali di marte, che risultavano inesistenti ai suoi colleghi?
Tutto ciò per dire che è inutile fare confronti. L’ottica migliore è quella che costa di più, ma nessuno deve sentirsi menomato per avere un’ottica meno pregiata.
E scusate dello sfogo, ma oggi vedo che si parla troppo se il mio strumento è meglio del tuo, quasi che fossimo stati noi i progettisti ed i costruttori e quindi vantarci del risultato della nostra creazione.
Il miglior strumento lo possiede solo chi ci spende di più, è inutile discutere. A noi spetta solo di decidere se dobbiamo accontentarci.
OSSERVARE, OSSERVARE, OSSERVARE (fotografare,fotografare)e fregarsene se esiste lo strumento dell’amico che sulla carta è migliore, lo strumento migliore è il nostro cervello…...
ciao
Paolo D.A.