Supernovae d'altri tempi...
Inviato: 23 ott 2015, 11:48
Mentre accedevo alla home page di Quasar, ho visto che la Astrogallery ha casualmente ripescato una mia vecchia osservazione che avevo rimosso dalla memoria: la supernova 1989B in M66 nel Leone. L'immagine mi ha fatto pensare a quanto e' stata grande la nostra evoluzione, considerando che oggi il nostro bravissimo Max ne scopre di nuove in modo sistematico, noi prendiamo gli spettri che ne rivelano la natura, tantissimi astrofili effettuano precise misure CCD del flusso luminoso. Insomma, l'intera comunita' amatoriale oggi osserva e riduce i dati piu' o meno come i professionisti facevano solo alcuni decenni fa...
Ecco qui il "reperto storico":
Semplicemente due immagini prese a distanza di tempo. Non era possible fare misure fotometriche o astrometriche di precisione perche' nel 1989 serviva un microdensitometro (credo si chiami cosi') che costava una fortuna. La scomodita' di impiegare l'emulsione era per l'astrofilo un forte deterrente alle osservazioni sistematiche (ad esempio per tentare di realizzare una curva di luce). Di spettri amatoriali neanche a parlarne...
Da chi fu scoperta la supernova 1989B? Naturalmente dal mitico reverendo Evans, l'originale! Potete leggere di piu' sulle gesta del famoso amatore australiano: https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Owen_Evans
Evans si accorse della supernova il 30 gennaio 1989, sette giorni prima del massimo di luminosita', quando brillava di mag 13 circa.
Nella IAUC 4726, redatta dal compianto Brian G. Marsden il 30 gennaio, si legge l'annuncio:
SUPERNOVA 1989B IN NGC 3627
R. O. Evans, Hazelbrook, New South Wales, reports his discovery on
Jan. 30.5 UT of a supernova of mag 13 situated 15" west and 50" north of
the nucleus of NGC 3627 = M66. The presence of a new object of mag 13 was
confirmed by R. H. McNaught with the Uppsala Southern Schmidt at Siding
Spring on Jan. 30.76 UT through thin cloud. McNaught has measured the
object's position as R.A. = 11h17m37s.40, Decl. = +13d16'45".4 (equinox
1950.0), i.e., 15".4 west and 50".3 north of the galaxy's nucleus, or
96".5 east and 58".9 south of BD +13 2389 = SAO 99560.
Il giorno successivo, con la IAUC 4727, viene pubblicata la scoperta indipendente di Federico Manzini:
D. Seal, Milan; E. Poretti, Milan Observatory; and E. Cappellaro
and M. Turatto, Asiago Astrophysical Observatory, report the independent
discovery of the object by Federico Manzini, Novara, on Jan. 30.9 UT.
The discovery was made visually and confirmed photographically.
e la prima classificazione spettroscopica da parte di Asiago:
Cappellaro and Turatto also report: "A spectrum (range 430-710 nm)
was secured by L. M. Buson with the 1.82-m telescope (Boller and Chivens
spectrograph + CCD) at Cima Ekar on Jan. 31.1 UT. The uncalibrated
spectrum shows at 613 nm the Si II feature typical of type Ia
supernovae. Other broad absorptions are located at 580, 550 and 532.5
nm, indicating that the object is close to the maximum."
Nel novembre successivo e' stato pubblicato su Astronomy and Astrophysiscs un interessante studio spettroscopico sulle velocita' di espansione dei gas dal titolo "Optical spectrum of supernova 1898B in NGC 3627":
http://adsabs.harvard.edu/full/1990A%26A...232...75P
Vengono mostrati i primi spettri e la loro evoluzione nel tempo (riflettore Cassegrain da 1m di apertura, intensificatore di immagine e lastre Kodak IIa-D):
Anche questa, come altre SN che abbiamo osservato di recente, e' stata una supernova in parte oscurata dalle polveri interstellari della galassia ospite. Infatti, per il modulo di distanza, una SN di tipo Ia avrebbe raggiunto un massimo di mag V 10.5, invece la curva di luce ha culminato su mag 12 circa.
Il tema dell'arrossamento della luce per l'estinzione interstellare e' stato affrontato in questo documento AAVSO del 1990:
http://adsabs.harvard.edu/full/1990JAVSO..19...37K
dove e' stata stimata una attenuazione in banda V di 2.2 mag. L'eccesso di colore ipotizzato era pari a E(B-V) = 0.71. Il dato e' poi stato affinato a 0.37 +/- 0.03 grazie ad osservazioni piu' recenti eseguite con l'Hubble Space Telescope.
Mi fermo con questa botta di nostalgia (sorry, deve essere l'effetto del maltempo insistente). Comunque "Supernovae d'altri tempi" si fa per dire... Ventisei anni non sono nulla in una scala temporale cosmologica sebbene noi abbiamo vissuto una evoluzione tecnologica spaventosa. La cosa si apprezza anche con un raffronto di una foto di M66 presa oggi con le mie del 1989...
Paolo
Ecco qui il "reperto storico":
Semplicemente due immagini prese a distanza di tempo. Non era possible fare misure fotometriche o astrometriche di precisione perche' nel 1989 serviva un microdensitometro (credo si chiami cosi') che costava una fortuna. La scomodita' di impiegare l'emulsione era per l'astrofilo un forte deterrente alle osservazioni sistematiche (ad esempio per tentare di realizzare una curva di luce). Di spettri amatoriali neanche a parlarne...
Da chi fu scoperta la supernova 1989B? Naturalmente dal mitico reverendo Evans, l'originale! Potete leggere di piu' sulle gesta del famoso amatore australiano: https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Owen_Evans
Evans si accorse della supernova il 30 gennaio 1989, sette giorni prima del massimo di luminosita', quando brillava di mag 13 circa.
Nella IAUC 4726, redatta dal compianto Brian G. Marsden il 30 gennaio, si legge l'annuncio:
SUPERNOVA 1989B IN NGC 3627
R. O. Evans, Hazelbrook, New South Wales, reports his discovery on
Jan. 30.5 UT of a supernova of mag 13 situated 15" west and 50" north of
the nucleus of NGC 3627 = M66. The presence of a new object of mag 13 was
confirmed by R. H. McNaught with the Uppsala Southern Schmidt at Siding
Spring on Jan. 30.76 UT through thin cloud. McNaught has measured the
object's position as R.A. = 11h17m37s.40, Decl. = +13d16'45".4 (equinox
1950.0), i.e., 15".4 west and 50".3 north of the galaxy's nucleus, or
96".5 east and 58".9 south of BD +13 2389 = SAO 99560.
Il giorno successivo, con la IAUC 4727, viene pubblicata la scoperta indipendente di Federico Manzini:
D. Seal, Milan; E. Poretti, Milan Observatory; and E. Cappellaro
and M. Turatto, Asiago Astrophysical Observatory, report the independent
discovery of the object by Federico Manzini, Novara, on Jan. 30.9 UT.
The discovery was made visually and confirmed photographically.
e la prima classificazione spettroscopica da parte di Asiago:
Cappellaro and Turatto also report: "A spectrum (range 430-710 nm)
was secured by L. M. Buson with the 1.82-m telescope (Boller and Chivens
spectrograph + CCD) at Cima Ekar on Jan. 31.1 UT. The uncalibrated
spectrum shows at 613 nm the Si II feature typical of type Ia
supernovae. Other broad absorptions are located at 580, 550 and 532.5
nm, indicating that the object is close to the maximum."
Nel novembre successivo e' stato pubblicato su Astronomy and Astrophysiscs un interessante studio spettroscopico sulle velocita' di espansione dei gas dal titolo "Optical spectrum of supernova 1898B in NGC 3627":
http://adsabs.harvard.edu/full/1990A%26A...232...75P
Vengono mostrati i primi spettri e la loro evoluzione nel tempo (riflettore Cassegrain da 1m di apertura, intensificatore di immagine e lastre Kodak IIa-D):
Anche questa, come altre SN che abbiamo osservato di recente, e' stata una supernova in parte oscurata dalle polveri interstellari della galassia ospite. Infatti, per il modulo di distanza, una SN di tipo Ia avrebbe raggiunto un massimo di mag V 10.5, invece la curva di luce ha culminato su mag 12 circa.
Il tema dell'arrossamento della luce per l'estinzione interstellare e' stato affrontato in questo documento AAVSO del 1990:
http://adsabs.harvard.edu/full/1990JAVSO..19...37K
dove e' stata stimata una attenuazione in banda V di 2.2 mag. L'eccesso di colore ipotizzato era pari a E(B-V) = 0.71. Il dato e' poi stato affinato a 0.37 +/- 0.03 grazie ad osservazioni piu' recenti eseguite con l'Hubble Space Telescope.
Mi fermo con questa botta di nostalgia (sorry, deve essere l'effetto del maltempo insistente). Comunque "Supernovae d'altri tempi" si fa per dire... Ventisei anni non sono nulla in una scala temporale cosmologica sebbene noi abbiamo vissuto una evoluzione tecnologica spaventosa. La cosa si apprezza anche con un raffronto di una foto di M66 presa oggi con le mie del 1989...
Paolo