Fotometria di asteroidi
Inviato: 1 mag 2015, 23:42
Ciao a tutti.
Dopo alcune settimane di latitanza mi rifaccio vivo per condividere con voi una delle ultime esperienze osservative che abbiamo fatto in osservatorio.
Negli ultimi tempi infatti abbiamo temporaneamente sospeso le osservazioni spettroscopiche per dedicarci a risistemare la strumentazione per i lavori fotometrici che speriamo di fare in futuro.
La montatura è autocostruita ed il tubo ottico è quello low cost ricavato da un Dobson Meade da 400 mm di diametro f/4.5 (anche se può sembrare una bestemmia usare il tubo di un Dobson per tentare di fare un po' di ricerca, ma fino ad ora ci ha dato delle discrete soddisfazioni).
Abbiamo così voluto realizzare una serie si sessioni osservative in 3 serate per arrivare a "costruire" la curva di luce di un asteroide e ricavarne così il periodo di rotazione sul proprio asse.
L'asteroide scelto per questo test è stato (1126) Otero, un asteroide della fascia principale che orbita poco oltre l'orbita di Marte.
Di questo asteroide era già noto in bibliografia il periodo di rotazione derivato da una precedente curva di luce e questo dato ci è quindi servito alla fine per verificare la qualità delle nostre misure.
Per questo tipo di osservazioni si può tranquillamente lavorare senza alcun filtro per massimizzare il rapporto segnale/rumore dal quale dipende in maniera molto pesante la precisione della misura finale.
Purtroppo però alcuni problemi tecnici alla ruota porta filtri della nostra SBIG ST7XME ci hanno costretti ad usare il filtro fotometrico B di Johnson che ha ridotto notevolmente il segnale ed ha quindi aumentato l'errore di misura, specialmente tenendo conto che stavamo osservado un asteroide di magnitudine intorno alla 15.
Nelle singole tre serate abbiamo ripreso per più di 2 ore consecutive il campo stellare contenente l'asteroide con una serie di pose da 2 minuti ciscuna.
Alla fine delle 3 serate (del 15/04/2015, 20/04/2015 e 24/04/2015) avevamo ben 228 frames da fotometrare.
Per fare questo abbiamo usato l'ottimo programma MPO Canopus ( http://bdwpublishing.com/ ) che nasce proprio per questo tipo di ricerca.
Alla fine dell'analisi abbiamo ottenuto una bella curva di luce (anche se affetta da un po' di rumore) dalla quale salta subito all'occhio una cosa in particolare, ossia che l'ampiezza della variazione è molto elevata essendo di circa 0.7 magnitudini e già da questo fatto si può ipotizzare che l'oggetto, lungo il piano di vista attuale, ha una forma piuttosto elongata e non sferica.
L'altro dato che abbiamo ricavato, e che è altrettanto importante, se non di più, è il periodo di rotazione P che è risultato essere piuttosto veloce essendo venuto P = 3.64790 ore ± 0.00023 ore.
Dai dati bibliografici è nota anche la forma dell'asteroide, confermata anche dall'andamento della nostra curva di luce.
La cosa che ci ha fatto più piacere, e che era poi lo scopo del nostro test, è stato il confronto con il periodo noto in bibliografia che era P = 3.64808 ore, ossia meno di 1 secondo di differenza dal nostro risultato, per la precisione soltanto 0.65 secondi di differenza.
A questo punto possiamo dire che il test è stato superato ed è sempre bello vedere una curva di luce di un oggetto celeste (stella, asteroide o altro che sia) che dietro a dei freddi numeri nasconde invece moltissime informazioni sulla natura di questi corpi.
Ovviamente, ogni commento, critica o suggerimento sono più che benvenuti.
Nico
Dopo alcune settimane di latitanza mi rifaccio vivo per condividere con voi una delle ultime esperienze osservative che abbiamo fatto in osservatorio.
Negli ultimi tempi infatti abbiamo temporaneamente sospeso le osservazioni spettroscopiche per dedicarci a risistemare la strumentazione per i lavori fotometrici che speriamo di fare in futuro.
La montatura è autocostruita ed il tubo ottico è quello low cost ricavato da un Dobson Meade da 400 mm di diametro f/4.5 (anche se può sembrare una bestemmia usare il tubo di un Dobson per tentare di fare un po' di ricerca, ma fino ad ora ci ha dato delle discrete soddisfazioni).
Abbiamo così voluto realizzare una serie si sessioni osservative in 3 serate per arrivare a "costruire" la curva di luce di un asteroide e ricavarne così il periodo di rotazione sul proprio asse.
L'asteroide scelto per questo test è stato (1126) Otero, un asteroide della fascia principale che orbita poco oltre l'orbita di Marte.
Di questo asteroide era già noto in bibliografia il periodo di rotazione derivato da una precedente curva di luce e questo dato ci è quindi servito alla fine per verificare la qualità delle nostre misure.
Per questo tipo di osservazioni si può tranquillamente lavorare senza alcun filtro per massimizzare il rapporto segnale/rumore dal quale dipende in maniera molto pesante la precisione della misura finale.
Purtroppo però alcuni problemi tecnici alla ruota porta filtri della nostra SBIG ST7XME ci hanno costretti ad usare il filtro fotometrico B di Johnson che ha ridotto notevolmente il segnale ed ha quindi aumentato l'errore di misura, specialmente tenendo conto che stavamo osservado un asteroide di magnitudine intorno alla 15.
Nelle singole tre serate abbiamo ripreso per più di 2 ore consecutive il campo stellare contenente l'asteroide con una serie di pose da 2 minuti ciscuna.
Alla fine delle 3 serate (del 15/04/2015, 20/04/2015 e 24/04/2015) avevamo ben 228 frames da fotometrare.
Per fare questo abbiamo usato l'ottimo programma MPO Canopus ( http://bdwpublishing.com/ ) che nasce proprio per questo tipo di ricerca.
Alla fine dell'analisi abbiamo ottenuto una bella curva di luce (anche se affetta da un po' di rumore) dalla quale salta subito all'occhio una cosa in particolare, ossia che l'ampiezza della variazione è molto elevata essendo di circa 0.7 magnitudini e già da questo fatto si può ipotizzare che l'oggetto, lungo il piano di vista attuale, ha una forma piuttosto elongata e non sferica.
L'altro dato che abbiamo ricavato, e che è altrettanto importante, se non di più, è il periodo di rotazione P che è risultato essere piuttosto veloce essendo venuto P = 3.64790 ore ± 0.00023 ore.
Dai dati bibliografici è nota anche la forma dell'asteroide, confermata anche dall'andamento della nostra curva di luce.
La cosa che ci ha fatto più piacere, e che era poi lo scopo del nostro test, è stato il confronto con il periodo noto in bibliografia che era P = 3.64808 ore, ossia meno di 1 secondo di differenza dal nostro risultato, per la precisione soltanto 0.65 secondi di differenza.
A questo punto possiamo dire che il test è stato superato ed è sempre bello vedere una curva di luce di un oggetto celeste (stella, asteroide o altro che sia) che dietro a dei freddi numeri nasconde invece moltissime informazioni sulla natura di questi corpi.
Ovviamente, ogni commento, critica o suggerimento sono più che benvenuti.
Nico