Calibrazione in intensità a bassa risoluzione
Inviato: 21 feb 2015, 0:15
Ciao a tutti,
vorrei affrontare un argomento piuttosto "delicato" riguardo i vari fenomeni che influiscono (spesso in modo negativo) sulla calibrazione in intensità degli spettri a bassa risoluzione.
Negli ultimi tempi ci siamo accorti che calibrando in intensità la stessa stella ripresa in due serate differenti, usando nelle singole serate una stessa stella del catalogo di Miles come confronto, ottenevamo profili spettrali molto differenti.
Questo fenomeno potrebbe essere imputabile a vari fattori, come ad esempio una variabilità del target o della stella di confronto, ma non era questo il caso.
Da uno scambio di opinioni con Paolo (che spero intervenga anche qui sul forum dato che l'argomento potrebbe essere interessante) e con François Cochard dell'Aras è venuta fuori l'ipotesi che il fenomeno fosse imputabile all'aberrazione cromatica introdotta dall'atmosfera come mostrato bene anche in questa pagina di Buil nella quale si vede che la stella nella realtà è un piccolo spettro verticale ortogonale all'orizzonte e quindi la posizione della fenditura incide molto sul risultato finale:
http://www.astrosurf.com/buil/dispersion/atmo.htm
Abbiamo cercato quindi di replicare, almeno parzialmente questo test ed abbiamo ottenuto il seguente risultato:
Lo spettro è quello grezzo ed è stato calibrato solo in lambda.
In pratica abbiamo messo la fenditura dello spettrografo in tre posizioni differenti sulla nostra stella target (in questo caso la stella HD 65900 di classe A1V del catalogo di Miles).
Premettiamo che nel nostro caso la fenditura è posizionata lungo l'asse dell'Ascensione Retta, quindi, almeno al meridiamo possiamo considerarla parallela all'orizzonte.
Come si vede dal grafico sembra proprio che lo spettro ottenuto di volta in volta abbia un comportamento simile a quello citato da Buil risultando in un caso più arrossato e nell'altro meno arrossato.
Questo ci porta alle seguenti conclusioni (tutte da verificare e/o confutare):
1) La posizione della fenditura sulla stella influisce in modo piuttosto pesante sul risultato finale della calibrazione. Purtroppo, se la qualità della guida non è eccellente, il tutto diventa relativamente "casuale" e poco ripetibile.
2) Forse orientando la fenditura parallela all'asse di Declinazione, almeno nei dintorni del meridiano, dovremmo minimizzare questa variabile.
Aspettiamo ogni vostra considerazione in merito perchè a noi sembra un fenomeno molto importante che rende difficile calibrare correttamente gli spettri a bassa risoluzione (ad esempio con il reticolo da 150 l/mm).
Grazie
Nico
Massimiliano
vorrei affrontare un argomento piuttosto "delicato" riguardo i vari fenomeni che influiscono (spesso in modo negativo) sulla calibrazione in intensità degli spettri a bassa risoluzione.
Negli ultimi tempi ci siamo accorti che calibrando in intensità la stessa stella ripresa in due serate differenti, usando nelle singole serate una stessa stella del catalogo di Miles come confronto, ottenevamo profili spettrali molto differenti.
Questo fenomeno potrebbe essere imputabile a vari fattori, come ad esempio una variabilità del target o della stella di confronto, ma non era questo il caso.
Da uno scambio di opinioni con Paolo (che spero intervenga anche qui sul forum dato che l'argomento potrebbe essere interessante) e con François Cochard dell'Aras è venuta fuori l'ipotesi che il fenomeno fosse imputabile all'aberrazione cromatica introdotta dall'atmosfera come mostrato bene anche in questa pagina di Buil nella quale si vede che la stella nella realtà è un piccolo spettro verticale ortogonale all'orizzonte e quindi la posizione della fenditura incide molto sul risultato finale:
http://www.astrosurf.com/buil/dispersion/atmo.htm
Abbiamo cercato quindi di replicare, almeno parzialmente questo test ed abbiamo ottenuto il seguente risultato:
Lo spettro è quello grezzo ed è stato calibrato solo in lambda.
In pratica abbiamo messo la fenditura dello spettrografo in tre posizioni differenti sulla nostra stella target (in questo caso la stella HD 65900 di classe A1V del catalogo di Miles).
Premettiamo che nel nostro caso la fenditura è posizionata lungo l'asse dell'Ascensione Retta, quindi, almeno al meridiamo possiamo considerarla parallela all'orizzonte.
Come si vede dal grafico sembra proprio che lo spettro ottenuto di volta in volta abbia un comportamento simile a quello citato da Buil risultando in un caso più arrossato e nell'altro meno arrossato.
Questo ci porta alle seguenti conclusioni (tutte da verificare e/o confutare):
1) La posizione della fenditura sulla stella influisce in modo piuttosto pesante sul risultato finale della calibrazione. Purtroppo, se la qualità della guida non è eccellente, il tutto diventa relativamente "casuale" e poco ripetibile.
2) Forse orientando la fenditura parallela all'asse di Declinazione, almeno nei dintorni del meridiano, dovremmo minimizzare questa variabile.
Aspettiamo ogni vostra considerazione in merito perchè a noi sembra un fenomeno molto importante che rende difficile calibrare correttamente gli spettri a bassa risoluzione (ad esempio con il reticolo da 150 l/mm).
Grazie
Nico
Massimiliano