Quasar APM 08279+5255
Inviato: 14 dic 2014, 12:25
Il quasar APM 08279+5255 (su simbad QSO J0831+5245) brilla di magnitudine V 15.2 ma e' situato ad una distanza di 7.2 gigaparsec (circa 23.500.000.000 anni luce). Questo significa che e' un oggetto estremamente luminoso, parliamo di un fattore di quasi 10^15 rispetto al nostro Sole. Con una magnitudine assoluta di -32.2 dovrebbe essere la sorgente ottica piu' luminosa oggi conosciuta. All'interno del nucleo si ipotizza la presenza di un buco nero con una massa 23 miliardi di volte quella del nostro Sole.
Ha un'altra importante caratteristica. Cio' che vediamo da Terra e' abbastanza complesso, si osserva infatti l'effetto di una "lente gravitazionale" generata da una galassia o un gruppo di galassie lungo la linea di vista. Le osservazioni in alta risoluzione del telescopio spaziale (HST) hanno permesso di identificare tre distinte sorgenti con un analogo contenuto spettrale. La luce del quasar attraversa quindi una distribuzione di materia che oltre a "piegare" la luce, opera alcuni assorbimenti nello spettro.
Questa osservazione e' da considerarsi un test in quanto la serata non era ottimale a causa della presenza della Luna quasi piena nelle vicinanze e di un certo grado di turbolenza. Entrambi sono responsabili di un peggioramento del rapporto s/r. Cio' nonostante le pricipali caratteristiche spettrali sono apprezzabili, compreso uno stretto assorbimento operato dal magnesio Mg II.
Il profilo (filtrato):
Per quanto visto prima, lo spettro risultante e' un mix di emissioni e assorbimenti con sovrapposizione di intervalli spettrali. Infatti non tutte le righe mostrano lo stesso redshift in quanto si originano anche nella materia lungo la linea di vista. Le righe del quasar registrate in questo spettro sono dovute alle transizioni ad alto livello di ionizzazione dei metalli come l'azoto N V e il carbonio C IV. Nei quasar solitamente si presenta anche la riga dell'idrogeno Lyman-alfa in emissione, in questo caso pero' e' assai attenuata da un fenomeno di autoassorbimento (prevalente rispetto all'emissione).
Lo spostamento dello spettro verso il rosso per effetto Doppler e' mostruoso! Al confronto, per il quasar (o meglio AGN) B3 0754+394 osservato tempo fa, il redshift era davvero "modesto" con la riga H-alfa che passa da 6563 A a circa 7190 A:
Per il quasar APM 08279+5255 le cose sono assai diverse. La riga H-alfa e' "catapultata" nella banda MWIR dell'infrarosso sui 3.2 micron (32000A) ed e' quindi invisibile. Nel nostro spettro ottico finisce invece la luce ultravioletta che normalmente (senza Doppler) sarebbe bloccata dalla nostra atmosfera.
Troviamo allora le righe (allargate dal gas in veloce espansione) N V 1240, C IV 1549 e la Lyman-alfa 1216 con un redshift z ~ 3.87 (nel profilo sono evidenziate in rosso).
Gli assorbimenti della Lyman-alfa (autoassorbimento) appena sotto i 5000A e del Mg II sul lato rosso dell'emissione N V hanno un redshift non correlato con quello del quasar (z=3.07 e z=1.18 rispettivamente) e dovrebbero essere dovuti a vari "assorbitori" lungo la linea di vista.
L'argomento merita di essere approfondito e, come dicevo, anche l'osservazione dovrebbe essere ripetuta in condizioni migliori. Tra l'altro e' un target molto adatto ad essere ripreso con lo Star Analyser ed un telescopio di medie/grosse dimensioni in quanto la zona in cui si trova e' povera di stelle (per oggetti deboli e' mandatorio). In ogni caso questa e' stata una esperienza davvero interessante. A mio avviso anche catturare la sua immagine in una in una classica fotografia e' molto affascinante. Appare come una stella tra le stelle (a noi vicine) ma si tratta del corpo celeste piu' lontano che probabilmente abbiamo mai osservato!
Le sue coordinate (J2000):
AR 08 31 41.70
DEC +52 45 17.5
(costellazione della Lince)
Paolo
Ha un'altra importante caratteristica. Cio' che vediamo da Terra e' abbastanza complesso, si osserva infatti l'effetto di una "lente gravitazionale" generata da una galassia o un gruppo di galassie lungo la linea di vista. Le osservazioni in alta risoluzione del telescopio spaziale (HST) hanno permesso di identificare tre distinte sorgenti con un analogo contenuto spettrale. La luce del quasar attraversa quindi una distribuzione di materia che oltre a "piegare" la luce, opera alcuni assorbimenti nello spettro.
Questa osservazione e' da considerarsi un test in quanto la serata non era ottimale a causa della presenza della Luna quasi piena nelle vicinanze e di un certo grado di turbolenza. Entrambi sono responsabili di un peggioramento del rapporto s/r. Cio' nonostante le pricipali caratteristiche spettrali sono apprezzabili, compreso uno stretto assorbimento operato dal magnesio Mg II.
Il profilo (filtrato):
Per quanto visto prima, lo spettro risultante e' un mix di emissioni e assorbimenti con sovrapposizione di intervalli spettrali. Infatti non tutte le righe mostrano lo stesso redshift in quanto si originano anche nella materia lungo la linea di vista. Le righe del quasar registrate in questo spettro sono dovute alle transizioni ad alto livello di ionizzazione dei metalli come l'azoto N V e il carbonio C IV. Nei quasar solitamente si presenta anche la riga dell'idrogeno Lyman-alfa in emissione, in questo caso pero' e' assai attenuata da un fenomeno di autoassorbimento (prevalente rispetto all'emissione).
Lo spostamento dello spettro verso il rosso per effetto Doppler e' mostruoso! Al confronto, per il quasar (o meglio AGN) B3 0754+394 osservato tempo fa, il redshift era davvero "modesto" con la riga H-alfa che passa da 6563 A a circa 7190 A:
Per il quasar APM 08279+5255 le cose sono assai diverse. La riga H-alfa e' "catapultata" nella banda MWIR dell'infrarosso sui 3.2 micron (32000A) ed e' quindi invisibile. Nel nostro spettro ottico finisce invece la luce ultravioletta che normalmente (senza Doppler) sarebbe bloccata dalla nostra atmosfera.
Troviamo allora le righe (allargate dal gas in veloce espansione) N V 1240, C IV 1549 e la Lyman-alfa 1216 con un redshift z ~ 3.87 (nel profilo sono evidenziate in rosso).
Gli assorbimenti della Lyman-alfa (autoassorbimento) appena sotto i 5000A e del Mg II sul lato rosso dell'emissione N V hanno un redshift non correlato con quello del quasar (z=3.07 e z=1.18 rispettivamente) e dovrebbero essere dovuti a vari "assorbitori" lungo la linea di vista.
L'argomento merita di essere approfondito e, come dicevo, anche l'osservazione dovrebbe essere ripetuta in condizioni migliori. Tra l'altro e' un target molto adatto ad essere ripreso con lo Star Analyser ed un telescopio di medie/grosse dimensioni in quanto la zona in cui si trova e' povera di stelle (per oggetti deboli e' mandatorio). In ogni caso questa e' stata una esperienza davvero interessante. A mio avviso anche catturare la sua immagine in una in una classica fotografia e' molto affascinante. Appare come una stella tra le stelle (a noi vicine) ma si tratta del corpo celeste piu' lontano che probabilmente abbiamo mai osservato!
Le sue coordinate (J2000):
AR 08 31 41.70
DEC +52 45 17.5
(costellazione della Lince)
Paolo