Ciao Marco,
posseggo da 25 anni (forse di più ahimé!!) telescopi Newton. Quello che vado a scrivere deriva dalla mia esperienza, ovviamente opinabile. Inizio col dire che la collimazione di uno Newton si fà un po' complicata con ottiche veloci, quindi con rapporti f4 o inferiori. Già con un f5 le cose migliorano di molto. La collimazione laser ritengo per questo tipo di ottica superflua se non inutile (qui forse attirerò le critiche di molti altri astrofili, ma così è!). Dico questo perché comunque sarà sempre il nostro occhio a dover valutare alla fine.
Detto questo ecco come procederei per l'allineamento. Come prima cosa costruirei un semplice accessorio che renderà le operazioni più semplici e precise. Occorre qualcosa che mantenga il tuo occhio il più possibile in asse con tutto il sistema. Per fare questo utilizza un contenitore di pellicola con un piccolo foro (più piccolo è, meglio è) perfettamente al centro del tappo. Io uitilizzo uno spillino arroventato. Fare il foro al centro è semplice perché in genere i tappi delle custodie delle pellicole sono segnati esattamente al centro. Il fondo della custodia dovrai tagliarlo con una lama.
Primo controllo.
In genere il secondario è fissato con 3 o quattro razze al tubo. Dovrai accertarti che la lunghezza di queste razze sia identica. Mi rendo conto che la cosa potrebbe sembrare ovvia, ma dopo tanti Newton passati per le mani ti assicuro che la cosa non è così scontata come sembra. In pratica è più corretto dire che dovresti assicurarti che il centro del portasecondario sia esattamente al centro del tubo ottico del telescopio, altrimenti dovrai agire in qualche modo per renderlo tale.
Secondo controllo.
Punta di giorno il telescopio verso una parete ben illuminata e guarda dentro il portaoculari dove avrai inserito la custodia della pellicola che hai preparato in precedenza. Il tappo forato deve stare dalla parte dell'occhio. Dovresti vedere qualcosa come quello riportato nella figura qui sotto. Un po' esagerata veramente! Però è indicativa.
Il secondario dovrà essere perfettamente circolare, altrimenti significa che non punta verso il portaoculari (qui sto supponendo che il portaoculari sia perfettamente perpendicolare al tubo e quindi all'asse ottico del primario). Se così fosse (non perfettamente circolare) dovrai ruotare intorno al suo asse il portasecondario, sino a raggiugnere la posizione migliore, cioè quando il secondario appare circolare.
La mossa successiva è quella di allineare il secondario. Agendo sulle tre vite poste dietro il portasecondario dovrai portare la riflessione del primario al centro del secondario. Puoi aiutarti con i fermi che bloccano il primario durante ogni operazione. Qui sotto riporto ciò che dovresti vedere terminata questa fase.
Non resta che allineare il primario agendo sulle coppie di viti che si trovano sul fondo della culatta. Le coppie sono in opposizione, quindi vanno allentate e avvitate rispettivamente, sino a portare la riflessione del portaoculari e dell'occhio al centro , come da figura qui sotto.
Terzo controllo.
Occorre attendere la notte. Punti una stella abbastanza luminosa, per esempio di prima grandezza e molto alta sull'orizzonte per evitare la turbolenza o comunque minimizzarne gli effetti. La porti esattamente al centro del campo di un oculare a forte ingrandimento, diciamo il massimo che può sostenere la tua ottica in quella serata (se il seeing non è soddisfacente lascia perdere e attendi serate migliori!).
Osserva attentamente l'immagine di diffrazione intra ed extra focale. Il pallino scuro al centro dell'immagine (l'ombra del secondario) dovrai portarlo esattamente al centro agendo sulle viti del primario. Questa operazione puoi migliorarla eseguendo delle veloci riprese con una CCD o una macchina digitale, ma questo se vuoi essere proprio pignolo!
Il tuo Newton è perfettamente allineato!
Osservazione.
In una combinazione Newton, il centro del secondario non è in asse col centro del primario, altrimenti il sistema diventa astigmatico durante la procedura di allineamento. In realtà la traslazione da introdurre dalla parte opposta del portaoculari diventa sensibile per ottiche veloci, da f4 in poi. Comunque la seguente formula permette di calcolare l'entità dello spostamento:
l = d * D / (4 * F)
Dove l è di quanto va traslato il secondario, d è l'asse minore del secondario, D è il diametro del primario ed F la sua lunghezza focale.
Mi scuso se sono stato un po' lungo e soprattutto se non ho scritto nulla di nuovo, ma credo che sia meglio ripetere qualcosa già detto, che rischiare di non dire qualcosa che potrebbe fare comodo.
Alla prossima.
Paolo