IL a Fonte Vetica
Inviato: 2 mag 2013, 18:34
L'uscita del primo maggio a Fonte Vetica mi ha dato l'occasione per fare alcune considerazioni sull'inquinamento luminoso abruzzese. Una corrente africana ha immesso in atmosfera parecchia sabbia (cielo durante il giorno molto meno azzurro del solito e Maiella completamente invisibile dal rifugio), condizione che enfatizza la riflessione delle luci artificiali anche a grande distanza.
Le due principali fonti di inquinamento luminoso a Fonte Vetica, Pescara (con citta' limitrofe) e L'Aquila rischiaravano l'orizzonte in modo molto piu' marcato del solito. Ovviamente non e' molto coerente fare misure assolute (come quelle SQM) in queste particolari condizioni perche' non sarebbero poi rappresentative del sito. Piuttosto mi ha incuriosito molto il rapporto tra le due fonti, soprattutto perche' non ricordavo una cosi' grande differenza. Non so se coloro che frequentano il posto come me da tanti anni ricordano come gli orizzonti est (PE) e ovest (AQ) non differivano molto in intensita', semmai in estensione. Ad est, infatti, ricordo che il bagliore prendeva un'ampiezza leggermente superiore.
Ieri sera sono rimasto invece colpito dall'estensione e dalla forte intensita' luminosa del lato est. Avendo la reflex digitale ho approfittato per prendere una serie di frames mantenendo gli stessi parametri di ripresa (13 sec, f/3.5, ISO 3200). E' venuto fuori quello che vedete di seguito. Considerate che le immagini hanno il medesimo stretching (ho usato Astroart) ma comunque parlano i valori in ADU (scala arbitraria) nei grafici associati:
Lato L'Aquila: Lato Pescara: Il bagliore delle luci del capoluogo e' di gran lunga piu' circoscritto e meno intenso. Tenendo contro che a L'Aquila sono nati moltissimi nuclei abitativi illuminati a giorno a seguito del sisma, a me sembra che gli ultimissimi anni abbiano visto una enorme crescita di inquinamento luminoso sul lato della costa, probabilmente dovuto alle zone commerciali del chietino ma non solo. Ho riportato l'azimut della "sezione" considerata nelle misure per fare qualche verifica sulla carta geografica.
Che sta succedendo?
Paolo
Le due principali fonti di inquinamento luminoso a Fonte Vetica, Pescara (con citta' limitrofe) e L'Aquila rischiaravano l'orizzonte in modo molto piu' marcato del solito. Ovviamente non e' molto coerente fare misure assolute (come quelle SQM) in queste particolari condizioni perche' non sarebbero poi rappresentative del sito. Piuttosto mi ha incuriosito molto il rapporto tra le due fonti, soprattutto perche' non ricordavo una cosi' grande differenza. Non so se coloro che frequentano il posto come me da tanti anni ricordano come gli orizzonti est (PE) e ovest (AQ) non differivano molto in intensita', semmai in estensione. Ad est, infatti, ricordo che il bagliore prendeva un'ampiezza leggermente superiore.
Ieri sera sono rimasto invece colpito dall'estensione e dalla forte intensita' luminosa del lato est. Avendo la reflex digitale ho approfittato per prendere una serie di frames mantenendo gli stessi parametri di ripresa (13 sec, f/3.5, ISO 3200). E' venuto fuori quello che vedete di seguito. Considerate che le immagini hanno il medesimo stretching (ho usato Astroart) ma comunque parlano i valori in ADU (scala arbitraria) nei grafici associati:
Lato L'Aquila: Lato Pescara: Il bagliore delle luci del capoluogo e' di gran lunga piu' circoscritto e meno intenso. Tenendo contro che a L'Aquila sono nati moltissimi nuclei abitativi illuminati a giorno a seguito del sisma, a me sembra che gli ultimissimi anni abbiano visto una enorme crescita di inquinamento luminoso sul lato della costa, probabilmente dovuto alle zone commerciali del chietino ma non solo. Ho riportato l'azimut della "sezione" considerata nelle misure per fare qualche verifica sulla carta geografica.
Che sta succedendo?
Paolo