Asteroidi "nascosti" nelle foto...
Inviato: 6 feb 2012, 19:00
Altro stimolo a seguito della breve esperienza nel mondo dei pianetini. Scommetto che in una qualunque delle vostre stupende foto deep-sky avete catturato anche diversi asteroidi che si trovavano a transitare nei pressi del soggetto. Io ho fatto la prova con una vecchia immagine di M78 ripresa in occasione del campo di novembre 2010 a Fonte Vetica.
Le effemeridi per l'ora della ripresa, effettuata con il Pentax 75 e la SXV-H9, danno almeno quattro pianetini in transito nel campo inquadrato. Per questa verifica ho usato Astroart sul quale ho caricato il file MPCORB contenente i parametri di tutti i corpi minori conosciuti alla data. Ho usato un file che avevo scaricato i primi di dicembre 2010 ma, in mancanza, si puo' lavorare con quello corrente tenendo presente che piu' ci si allontana dalla data attuale, piu' gli errori di posizione potrebbero essere alti.
Il file MPCORB si scarica da qui:
http://www.minorplanetcenter.net/iau/MPCORB.html
La foto e' stata realizzata componendo le riprese di due serate, 6 e 7 novembre. La maggior parte dei frame sono stati acquisiti il 7 novembre. Per l'analisi dei corpi minori in transito ho considerato solo una parte di riprese effettuate nella seconda notte. Ecco dunque le posizioni dei quattro astri erranti:
Ma dove sono gli asteroidi? Per quanto si possa aumentare lo stretching dell'immagine, non si vedono proprio! Il motivo e' semplice, sono oggetti che brillano all'incirca di magnitudine 19 e si muovono rispetto alle stelle. Se fossero stati piu' luminosi si sarebbero osservate quattro tracce rettilinee, lunghe in proporzione alla rispettiva velocita' apparente nel campo stellare. Durante l'esposizione questi debolissimi puntolini non insistono sullo stesso gruppo di pixel (sui quali poter cumulare i fotoni in arrivo) ma sostano su ogni pixel solo per poco tempo. Intervallo insufficiente per integrare un segnale tale da staccare con il rumore di fondo. Quindi, in una foto del genere, non risulterebbero mai visibili anche se prolungassimo l'integrazione per decine di ore.
L'uovo di Colombo e' l'allineamento dei subframes non sulle stelle fisse ma sul corpo in movimento! Si, perche' in un singolo frame (in questo caso della durate di 5 minuti) questi oggetti sono praticamente fermi o comunque il loro spostamento non eccede di molto il pixel. Per allineare i frames su un asteroide (che non si vede!) bisogna interrogare le effemeridi. Il metodo piu' semplice e' quello di inserire target e data nella apposita pagina del Minor Planet Center:
http://www.minorplanetcenter.net/iau/MPEph/MPEph.html
chiedendo una sola data di output (viene fuori una sola riga di effemeride).
Per i quattro "fantomatici" oggetti ho ottenuto i seguenti preziosi dati di "sky motion":
Nome_____"/min_____P.A.
A9156_____0.36____213.0
K04U07H___0.56____209.3
I5992_____0.66____197.5
G5383_____0.45____301.6
Il primo, come esempio, si sposta tra le stelle di 0,36 arcosecondi al minuto con direzione 213 gradi. A questo punto, con un software come Astroart o Astrometrica (io ho usato quest'ultimo), e' possibile fare lo stacking traslando i subframes in modo da mantenere fermo il pianetino. Per questo bisogna far conoscere al software la scala della nostra immagine. Astroart richiede la scala espressa in arcosecondi per pixel, Astrometrica vuole invece la focale e la dimensione dei pixel (entrambi forniscono la stessa informazione). E' necessario anche specificare l'angolo con cui e' orientata la camera rispetto alla direzione di AR. Se tenete parallelo all'AR l'asse x del sensore questo angolo vale zero (o 180) gradi.
I risultati dello stacking di un sottoinsieme di frames (27 da 300 sec l'uno, tot 135 minuti) con questa tecnica:
A9156 - (109156) 2001 QV60 - Main-belt Asteroid - Mag V 19.2 K04U07H - 2004 UH7 - Main-belt Asteroid - Mag V 19.3 I5992 - (185992) 2001 OA32) - Main-belt Asteroid - Mag V 19.1 G5383 - (165383) 2000 WA173 - Mars-crossing Asteroid - Mag V 18.1 Ora sono spuntati fuori tutti e quattro i pianetini, nonostante la presenza di alcune nebulosita' che rischiarano il fondo! Questa e' la tecnica con cui si effettua oggi il follow-up o la scoperta di asteroidi e comete. Purtroppo sono finiti i tempi (a meno di qualche eccezione mai da escludere) in cui si scoprivano pianetini cosi' luminosi da apparire in un singolo frame. Oggi si lavora attorno alla mag V 20. La conferma (follow-up) e' relativamente semplice ma la scoperta, senza un blink diretto ed ipotizzando valori di sky-motion non certi, e' davvero un'impresa ardua!
In caso fossero state richieste, queste sono le misure astrometriche da inviare al Minor Planet Center:
A9156 KC2010 11 07.07021 05 46 01.135+00 25 37.27 19.16V C93
K04U07H KC2010 11 07.07021 05 46 29.325+00 18 25.12 19.33V C93
I5992 KC2010 11 07.07021 05 47 16.538+00 15 31.40 19.06V C93
G5383 KC2010 11 07.07021 05 47 18.721-00 18 52.97 18.14V C93
Spero l'argomento abbia "solleticato" la curiosita' di qualcuno... A parte scovare dei "sassi vaganti" nelle nostre immagini, con questo tipo di osservazione si puo' realmente dare un contributo alla ricerca astronomica (vedi esempio del buon Max Caimmi). E' importante considerare che per questo genere di osservazione non occorre nulla di eccezionale, solo una strumentazione fotografica in grado di produrre una immagine ben inseguita della durata di uno o due minuti.
Se ci sono dubbi fate sapere.
A presto
Paolo
PS: Max, grazie per il corso accelerato di Astrometrica!
Le effemeridi per l'ora della ripresa, effettuata con il Pentax 75 e la SXV-H9, danno almeno quattro pianetini in transito nel campo inquadrato. Per questa verifica ho usato Astroart sul quale ho caricato il file MPCORB contenente i parametri di tutti i corpi minori conosciuti alla data. Ho usato un file che avevo scaricato i primi di dicembre 2010 ma, in mancanza, si puo' lavorare con quello corrente tenendo presente che piu' ci si allontana dalla data attuale, piu' gli errori di posizione potrebbero essere alti.
Il file MPCORB si scarica da qui:
http://www.minorplanetcenter.net/iau/MPCORB.html
La foto e' stata realizzata componendo le riprese di due serate, 6 e 7 novembre. La maggior parte dei frame sono stati acquisiti il 7 novembre. Per l'analisi dei corpi minori in transito ho considerato solo una parte di riprese effettuate nella seconda notte. Ecco dunque le posizioni dei quattro astri erranti:
Ma dove sono gli asteroidi? Per quanto si possa aumentare lo stretching dell'immagine, non si vedono proprio! Il motivo e' semplice, sono oggetti che brillano all'incirca di magnitudine 19 e si muovono rispetto alle stelle. Se fossero stati piu' luminosi si sarebbero osservate quattro tracce rettilinee, lunghe in proporzione alla rispettiva velocita' apparente nel campo stellare. Durante l'esposizione questi debolissimi puntolini non insistono sullo stesso gruppo di pixel (sui quali poter cumulare i fotoni in arrivo) ma sostano su ogni pixel solo per poco tempo. Intervallo insufficiente per integrare un segnale tale da staccare con il rumore di fondo. Quindi, in una foto del genere, non risulterebbero mai visibili anche se prolungassimo l'integrazione per decine di ore.
L'uovo di Colombo e' l'allineamento dei subframes non sulle stelle fisse ma sul corpo in movimento! Si, perche' in un singolo frame (in questo caso della durate di 5 minuti) questi oggetti sono praticamente fermi o comunque il loro spostamento non eccede di molto il pixel. Per allineare i frames su un asteroide (che non si vede!) bisogna interrogare le effemeridi. Il metodo piu' semplice e' quello di inserire target e data nella apposita pagina del Minor Planet Center:
http://www.minorplanetcenter.net/iau/MPEph/MPEph.html
chiedendo una sola data di output (viene fuori una sola riga di effemeride).
Per i quattro "fantomatici" oggetti ho ottenuto i seguenti preziosi dati di "sky motion":
Nome_____"/min_____P.A.
A9156_____0.36____213.0
K04U07H___0.56____209.3
I5992_____0.66____197.5
G5383_____0.45____301.6
Il primo, come esempio, si sposta tra le stelle di 0,36 arcosecondi al minuto con direzione 213 gradi. A questo punto, con un software come Astroart o Astrometrica (io ho usato quest'ultimo), e' possibile fare lo stacking traslando i subframes in modo da mantenere fermo il pianetino. Per questo bisogna far conoscere al software la scala della nostra immagine. Astroart richiede la scala espressa in arcosecondi per pixel, Astrometrica vuole invece la focale e la dimensione dei pixel (entrambi forniscono la stessa informazione). E' necessario anche specificare l'angolo con cui e' orientata la camera rispetto alla direzione di AR. Se tenete parallelo all'AR l'asse x del sensore questo angolo vale zero (o 180) gradi.
I risultati dello stacking di un sottoinsieme di frames (27 da 300 sec l'uno, tot 135 minuti) con questa tecnica:
A9156 - (109156) 2001 QV60 - Main-belt Asteroid - Mag V 19.2 K04U07H - 2004 UH7 - Main-belt Asteroid - Mag V 19.3 I5992 - (185992) 2001 OA32) - Main-belt Asteroid - Mag V 19.1 G5383 - (165383) 2000 WA173 - Mars-crossing Asteroid - Mag V 18.1 Ora sono spuntati fuori tutti e quattro i pianetini, nonostante la presenza di alcune nebulosita' che rischiarano il fondo! Questa e' la tecnica con cui si effettua oggi il follow-up o la scoperta di asteroidi e comete. Purtroppo sono finiti i tempi (a meno di qualche eccezione mai da escludere) in cui si scoprivano pianetini cosi' luminosi da apparire in un singolo frame. Oggi si lavora attorno alla mag V 20. La conferma (follow-up) e' relativamente semplice ma la scoperta, senza un blink diretto ed ipotizzando valori di sky-motion non certi, e' davvero un'impresa ardua!
In caso fossero state richieste, queste sono le misure astrometriche da inviare al Minor Planet Center:
A9156 KC2010 11 07.07021 05 46 01.135+00 25 37.27 19.16V C93
K04U07H KC2010 11 07.07021 05 46 29.325+00 18 25.12 19.33V C93
I5992 KC2010 11 07.07021 05 47 16.538+00 15 31.40 19.06V C93
G5383 KC2010 11 07.07021 05 47 18.721-00 18 52.97 18.14V C93
Spero l'argomento abbia "solleticato" la curiosita' di qualcuno... A parte scovare dei "sassi vaganti" nelle nostre immagini, con questo tipo di osservazione si puo' realmente dare un contributo alla ricerca astronomica (vedi esempio del buon Max Caimmi). E' importante considerare che per questo genere di osservazione non occorre nulla di eccezionale, solo una strumentazione fotografica in grado di produrre una immagine ben inseguita della durata di uno o due minuti.
Se ci sono dubbi fate sapere.
A presto
Paolo
PS: Max, grazie per il corso accelerato di Astrometrica!