Emissioni vulcaniche del satellite Io
Inviato: 5 nov 2011, 14:14
Che la spettroscopia amatoriale sia una attivita' assai giovane si capisce anche per l'esistenza di casi come questo. E' sorprendentemente semplice rilevare con lo spettroscopio la presenza di emissioni vulcaniche del satellite di Giove osservandone gli effetti dovuti all'interazione con la luce ultravioletta solare e la forte magnetosfera del pianeta. Il sodio allo stato atomico, anche se presente in piccola percentuale nelle esalazioni vulcaniche, e' capace di produrre forti righe di emissione nella parte visibile dello spettro.
Qualche giorno fa, sul forum ARAS, Christian Buil ha annunciato di aver osservato (molto probabilmente per primo tra i non professionisti) il doppietto del sodio in emissione (linee D2 e D1 a 5889.95 A e 5895.92 A). Le verifiche sono proseguite puntando il telescopio in zone vicine al satellite confermando, sulla base di spettri a bassa risoluzione, la presenza di una "nuvola" di sodio allo stato atomico abbastanza vasta e di forma asimmetrica attorno al satellite.
La sera del 3 novembre le condizioni geometriche del satellite erano buone (massima distanza da Giove) ed ho voluto verificare se fosse davvero cosi' facile compiere una osservazione analoga anche con una strumentazione come la mia. La presenza della Luna (e di una leggera velatura) ha rischiarato il fondo cielo introducendo un leggero spettro solare in tutto il frame. Cio' nonostante, con una manciata di secondi di esposizione, l'emissione (blend delle D1+D2, che ad una risoluzione cosi' bassa non sono separate) risulta perfettamente visibile.
Per evitare il piu' possibile il bagliore di Giove ho orientato la fenditura quasi parallela al suo asse polare ed ho posizionato il satellite appena fuori la fenditura. Ho provato anche a prendere uno spettro con il satellite in fenditura, in questo caso pero' l'emissione del sodio e' meno evidente sia per il bagliore del satellite, sia per il fatto che la sua luce, riflessa dal Sole, ha il doppietto in assorbimento (dal mix risulta un assorbimento un po' meno marcato).
Ho fatto una sintesi del lavoro nella seguente composizione:
Dall'alto, la figura mostra:
- La vista sulla fenditura durante la ripresa dello spettro. Io e' fuori slit alla prima tacca. In fenditura una zona che si trova a circa 11 arcosecondi o 30000 Km (lato ovest) dal satellite, a 6 raggi gioviani dal pianeta.
- Spettro bidimensionale in cui e' visibile l'emissione del sodio ed il fondo di luce solare riflessa dalla Luna e diffusa dalla nostra atmosfera. Notare l'asimmetria della riga di emissione rispetto al leggero background dovuto al bagliore del satellite che passa attraverso la fenditura (sebbene si trovi ad una certa distanza).
- Stesso spettro bidimensionale ma con rimozione del fondo cielo. L'emissione e' piu' evidente.
- Profilo corretto per la risposta strumentale estratto dallo spettro 2D con fondo rimosso. Il leggero continuo che si osserva e' relativo al bagliore del satellite.
In una analoga osservazione, relativa pero' ad un altro satellite, Ganimede, ho rilevato che non ci sono emissioni apprezzabili del sodio nello spettro. Cio' conferma la caratteristica di Io, di fatto il satellite piu' attivo del sistema solare.
Consiglio a tutti coloro che hanno uno spettroscopio a fenditura (anche a bassa risoluzione) di fare questa particolare esperienza. Soprattutto provare ad infittire le osservazioni nei pressi del satellite in un'area piuttosto grande per valutare l'estensione della nube. L'asimmetria osservata suggerisce una forma allungata. Tra l'altro l'osservazione e' possibile anche se si opera da zone fortemente inquinate perche' le righe interessate si trovano in una zona dello spettro in cui le lampade al sodio ad alta pressione presentano un fenomeno di autoassorbimento. Queste lampade non sono l'unica fonte di inquinamento luminoso ma ne rappresentano comunque una grossa percentuale. Con risoluzioni spettrali maggiori si possono invece effettuare anche interessanti misure di velocita' radiale, tuttavia diventa necessario lavorare con grandi aperture ed aumentare parecchio i tempi di esposizione. Potrebbe essere interessante tentare anche una ripresa con un reticolo diffrattivo come lo Star Analyser 100. Da capire se, in buone condizioni di seeing, trasparenza atmosferica e con una opportuna scala d'immagine, sia possibile discernere la nebulosa di sodio oppure se questa possa venire "oscurata" dal bagliore del satellite.
Ciao,
Paolo
Qualche giorno fa, sul forum ARAS, Christian Buil ha annunciato di aver osservato (molto probabilmente per primo tra i non professionisti) il doppietto del sodio in emissione (linee D2 e D1 a 5889.95 A e 5895.92 A). Le verifiche sono proseguite puntando il telescopio in zone vicine al satellite confermando, sulla base di spettri a bassa risoluzione, la presenza di una "nuvola" di sodio allo stato atomico abbastanza vasta e di forma asimmetrica attorno al satellite.
La sera del 3 novembre le condizioni geometriche del satellite erano buone (massima distanza da Giove) ed ho voluto verificare se fosse davvero cosi' facile compiere una osservazione analoga anche con una strumentazione come la mia. La presenza della Luna (e di una leggera velatura) ha rischiarato il fondo cielo introducendo un leggero spettro solare in tutto il frame. Cio' nonostante, con una manciata di secondi di esposizione, l'emissione (blend delle D1+D2, che ad una risoluzione cosi' bassa non sono separate) risulta perfettamente visibile.
Per evitare il piu' possibile il bagliore di Giove ho orientato la fenditura quasi parallela al suo asse polare ed ho posizionato il satellite appena fuori la fenditura. Ho provato anche a prendere uno spettro con il satellite in fenditura, in questo caso pero' l'emissione del sodio e' meno evidente sia per il bagliore del satellite, sia per il fatto che la sua luce, riflessa dal Sole, ha il doppietto in assorbimento (dal mix risulta un assorbimento un po' meno marcato).
Ho fatto una sintesi del lavoro nella seguente composizione:
Dall'alto, la figura mostra:
- La vista sulla fenditura durante la ripresa dello spettro. Io e' fuori slit alla prima tacca. In fenditura una zona che si trova a circa 11 arcosecondi o 30000 Km (lato ovest) dal satellite, a 6 raggi gioviani dal pianeta.
- Spettro bidimensionale in cui e' visibile l'emissione del sodio ed il fondo di luce solare riflessa dalla Luna e diffusa dalla nostra atmosfera. Notare l'asimmetria della riga di emissione rispetto al leggero background dovuto al bagliore del satellite che passa attraverso la fenditura (sebbene si trovi ad una certa distanza).
- Stesso spettro bidimensionale ma con rimozione del fondo cielo. L'emissione e' piu' evidente.
- Profilo corretto per la risposta strumentale estratto dallo spettro 2D con fondo rimosso. Il leggero continuo che si osserva e' relativo al bagliore del satellite.
In una analoga osservazione, relativa pero' ad un altro satellite, Ganimede, ho rilevato che non ci sono emissioni apprezzabili del sodio nello spettro. Cio' conferma la caratteristica di Io, di fatto il satellite piu' attivo del sistema solare.
Consiglio a tutti coloro che hanno uno spettroscopio a fenditura (anche a bassa risoluzione) di fare questa particolare esperienza. Soprattutto provare ad infittire le osservazioni nei pressi del satellite in un'area piuttosto grande per valutare l'estensione della nube. L'asimmetria osservata suggerisce una forma allungata. Tra l'altro l'osservazione e' possibile anche se si opera da zone fortemente inquinate perche' le righe interessate si trovano in una zona dello spettro in cui le lampade al sodio ad alta pressione presentano un fenomeno di autoassorbimento. Queste lampade non sono l'unica fonte di inquinamento luminoso ma ne rappresentano comunque una grossa percentuale. Con risoluzioni spettrali maggiori si possono invece effettuare anche interessanti misure di velocita' radiale, tuttavia diventa necessario lavorare con grandi aperture ed aumentare parecchio i tempi di esposizione. Potrebbe essere interessante tentare anche una ripresa con un reticolo diffrattivo come lo Star Analyser 100. Da capire se, in buone condizioni di seeing, trasparenza atmosferica e con una opportuna scala d'immagine, sia possibile discernere la nebulosa di sodio oppure se questa possa venire "oscurata" dal bagliore del satellite.
Ciao,
Paolo