Tanto per chiacchierare...
Sebbene la percezione del colore sia un processo soggettivo ed individuale, i sensori del nostro occhio si comportano in modo non molto diverso da quanto fanno i sensori digitali unitamente ai filtri RGB.
I coni infatti hanno una sensibilita' diversa a seconda della lunghezza d'onda. Ognuno dei tre tipi di coni ha una sua curva di risposta, proprio come il risultato di un filtraggio ottico RGB.
Queste sono le curve delle nostre cellule sensibili alla luce (solamente i coni, i bastoncelli sono tutti ugualmente sensibili alle diverse lunghezze d'onda):

- cones.gif (10.83 KiB) Visto 1100 volte
mentre questo e' un esempio del filtraggio di un set L-RGB Astrodon:
Le curve di risposta non sono esattamente uguali, quelle dei coni del nostro occhio hanno un massimo non coincidente con il rosso, il verde ed il blu ma, rispettivamente, con il giallo-arancio, il verde-giallo ed il violetto. Due curve (rosso e verde) sono molto vicine mentre quella del violetto e' abbastanza distanziata. Le curve di risposta dei filtri hanno un profilo rettangolare mentre quelle dei coni sono a campana.
Non volevo pero' parlare delle differenze tra queste curve ma piu' semplicemente farti notare come la ripresa con filtri RGB (a banda passante larga) sia il modo di catturare il colore piu' simile a quanto fanno le cellule del nostro occhio. I filtri a banda stretta sono lontanissimi dal poter restituire una colorazione realistica perche' la loro banda passante e' una microscopica "fessura" che taglia la quasi totalita' dell' energia luminosa emessa dal soggetto, comprese tutte le sfumature di colore (quando presenti).
C'e' anche un'aggravante, non esiste un filtro a banda stretta per la regione del violetto/blu. L'ultima finestra utile verso le alte frequenze e' quella dell'idrogeno beta (verde/azzurro). Sempre nell'ipotesi di restituire una colorazione realistica basata su una "rappresentanza" di almeno uno dei colori di base, cioe' blu, verde e rosso, potremmo avere l'h-alfa per il rosso e l'OIII per il verde, entrambi ben collocati, ma cosa mettiamo nel canale del blu? Lo zolfo SII cade nel rosso come l'h'alfa (e' molto vicino), l'H-beta e' molto vicino al verde dell'OIII, insomma rimane un canale scoperto. Ovviamente se non esiste nulla nel blu non e' colpa dei progettisti di finestre ottiche ma della mancanza (purtroppo) di un gas nebulare che emetta con una sufficiente intensita' ad una precisa lunghezza d'onda come fanno ad esempio l'idrogeno nel rosso e l'ossigeno nel verde.
Con l'rgb quindi in tricromia si opera con filtri a banda molto larga, quindi il risultaro è molto approssimato
Ti sembrera' strano ma attualmente il miglior modo di prendere il "vero" colore di un soggetto resta il filtraggio RGB con le sue varianti e i vari problemi legati alla presenza dell'inquinamento luminoso. Che poi l'uso dei filtri narrow consentono di vedere molti piu' dettagli nelle nebulose ad emissione e' vero ma la difficolta' di integrare poi i frames in una composizione RGB a colori naturali e' enorme (da considerare che il colore delle stelle e' quasi perso completamente). D'altra parte i soggetti non sono solo le nebulose ad emissione ma anche quelle a riflessione e le galassie. In questo caso i soli filtri narrow fanno ben poco.
Con l'uso dei filtri a banda stretta abbiamo fatto un balzo avanti ma poi non siamo capaci di gestire i risultati
Questi filtri sono stati inventati per uso scientifico. Sono stati adottati anche dagli amatori in quanto "oltrepassano" l'inquinamento luminoso permettendo di produrre eccellenti immagini monocromatiche oppure tentando combinazioni particolari finalizzate piu' a differenziare le proprieta' chimico-fisiche dei gas nebulari che a produrre colori realistici. La Hubble Palette e' un grandioso esempio.
Come per la tricromia rgb anche per i filtri a banda stretta dovrebbe esistere nei programmi di elaborazione dedicati la funzione relativa per esplicitare i colori nel modo piú realistico possibile.
Per i motivi visti sopra e' molto difficile. Comunque e' data la possibilita' di assegnare ai tre canali qualunque ripresa filtrata, potendo perfino miscelare percentualmente la stessa ripresa su piu' canali. La tecnica che secondo me si avvicina piu' ad ottenere una colorazione realistica e' quella "bicolor" piu' volte usata dal nostro Max e che fa uso di riprese Ha e OIII solamente. In un vecchio topic ha fornito il link dal quale ha appreso tutti i dettagli.
Puff... quante chiacchiere!
Paolo