Quotando il titolo...
Mi prendono per pazzo...
Si, direi anche io di si...

Ma una certa dose di pazzia e' assolutamente necessaria, chi non osa non progredisce.
La strumentazione gia' ce l'hai, quindi mi sembra d'obbligo provare ad usarla! Se ho letto bene non hai specificato con quale camera intendi fare le riprese. Se si tratta di una reflex digitale sappi che la vignettatura introdotta dal riduttore f/6.3 e' molto marcata. Trovo che sia al limite con il mio sensore di soli 9x6 mm, figuriamoci con un sensore APS. Questi sono i valori della perdita di luce che ho misurato (ho testato il Meade e l'Alan Gee):
http://quasar.teoth.it/index.php?view=i ... Itemid=112
Oltre la vignettatura dovrai controllare anche quanto le aberrazioni ti alterano la qualita' ottica vicino i bordi dell'immagine. Per il discorso meccanica invece c'e' da capire se la montatura riesce a garantire un inseguimento di qualita' sufficiente visto che e' sottodimensionata.
Detto questo... in caso di problemi, tra le soluzioni "patch", vedo crop e/o resize dell'immagine (prima di cambiare strumentazione).
Il crop puo' essere necessario se le deformazioni ottiche ai bordi sono eccessive e/o se la caduta di luce e' veramente troppa. Il crop puo' anche non rappresentare un grosso problema se il soggetto e' tutto nel campo buono. Anche riducendo ad 1/4 l'area del sensore rimane comunque una immagine di grandi dimensioni a video (1728 x 1152 pixel e 11.1 x 7.5 mm sul piano focale con la EOS 350D).
Il resize e' un arte... dei furbi!

(qualche volta l'ho fatto anche io!) Se le stelle non vengono puntiformi come dovrebbero, ad esempio per deformazioni ottiche ai bordi del campo, per problemi di inseguimento durante le riprese, per allargamento dovuto alla turbolenza o per errore di messa a fuoco, dimezzando le dimensioni dell'immagine si dimezza l'entita' del problema. Piu' si rimpicciolisce l'immagine, piu' questi problemi tendono a sparire. Ovviamente oltre un certo limite la foto diventa un francobollo e si perde l'impatto visivo.
L'uso di una focale piuttosto lunga (ad esempio maggiore di 1.5 m) ci espone a vari rischi. Io direi che quello di un mosso e soprattutto quello di una immagine "sfocata" dalla turbolenza sono i principali. La furbata del resize e' provvidenziale: una immagine ridimensionata al 50% e' come fosse stata ripresa a meta' della focale reale. Meta' lunghezza del mosso quindi. Se il sensore campiona correttamente l'immagine a piena focale (una condizione che si presume vera), dimezzando l'immagine di dimezzera' anche la risoluzione spaziale. Questa e' la fregatura connessa alla furbata... Quindi in questo modo non si sfruttano appieno le potenzialita' dell'ottica, tuttavia il risultato spesso e' ugualmente accettabile (non si puo' avere tutto nella vita). Tra l'altro il resize ha anche lo scopo di ridurre una serie di problemi causati dal rumore elettronico della camera.
Per il discorso del riduttore da usare, Meade e Celestron sono equivalenti dal punto di vista qualitativo. Il problema a cui si riferisce Max e' il tiraggio piu' corto del modello Meade per cui, se io lo dovessi aggiungere dei raccordi oltre il portafiltri che sta nel mezzo, non raggiungerei il fuoco. Il Celestron ha una focale piu' lunga e questo consente di poterlo sistemare ad una maggior distanza dal sensore. Dovresti controllare sulla tua configurazione a che distanza verrebbe a collocarsi il riduttore e poi verificare se il tiraggio e' corretto. Insomma dovresti prendere il riduttore che ti pemette di usare meno raccorderie (massima compattezza) di adattamento. Io credo che con una reflex collegata mediante un raccordo T2 corto sia perfetto il Meade ma, ripeto, va verificato. Collocato ad una distanza diversa da quanto riportato nelle sue specifiche il rapporto di riduzione e' diverso da quello nominale e, se si supera un certo limite, peggiora la qualita' ottica.
Facci sapere!
Paolo