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WR140: venti stellari...

Le nuove tecniche per studiare e comprendere la natura di tanti fenomeni celesti.

Messaggioda nico » 31 gen 2017, 20:57

Grande come sempre Paolo. :ymapplause:
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Messaggioda Fab » 31 gen 2017, 23:08

Ottimo.
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Messaggioda Paolo » 3 feb 2017, 15:16

Grazie a tutti per i commenti!

Il mio e' un microscopico contributo alla campagna osservativa pro-am a cui, a differenza di quanto avevo scritto inizialmente, ho aderito dopo aver capito che dalla mia postazione sarei riuscito ad osservare le fasi salienti nonostante gli ostacoli sull'orizzonte (edifici piuttosto alti a nord-ovest).

Avrei voluto prendere molti piu' spettri ma le condizioni ambientali e meteo purtroppo sono state sfavorevoli. Ho contribuito con 12 spettri R~ 5000 presi tra il 23 novembre 2016 e il 25 gennaio 2017. I profili hanno uno SNR di circa 400 ad eccezione dell'ultimo di valore inferiore (~250) per la minore integrazione (il soggetto a fine mese tramontava prima).

Le osservazioni nel visibile rappresentano solo una parte delle attivita' messe in campo dagli astronomi per studiare questo sistema stellare. Siccome gli effetti dell'interazione dei venti nel periastro si osservano a tutte le lunghezze d'onda, sono state pianificate osservazioni, usando diversi mezzi, dalle onde radio ai raggi X. Lo scopo e' di affinare le conoscenze che riguardano i parametri orbitali, la geometria del fronte d'urto, le caratteristiche del flusso gassoso, la massa delle stelle, il rateo di perdita di massa per il vento stellare, ecc.

La fotometria infrarossa (JHKLM) e' stata attivata per monitorare la produzione di polvere a seguito della compressione del gas nel fronte d'urto. Sono contemplate anche le osservazioni fotometriche BVRI la cui raccolta e' gestita da AAVSO. La spettroscopia infrarossa e' svolta da osservatori professionali mentre per quella ottica c'e' anche il contributo degli amatori. E' proprio questa la novita' dell'ultimo decennio, in passato gli astrofili non erano coinvolti in simili campagne osservative. Le osservazioni X-ray sono svolte da diversi satelliti e si sta facendo uso anche dell'interferometria e della spettropolarimetria.

La rappresentazione artistica di un sistema stellare analogo a quello osservato (fonte: http://www.gemini.edu/media/MSImages.html):

final_wr_112.jpg

La meno massiva stella di Wolf-Rayet ha un vento stellare molto piu' intenso della supergigante blu, di conseguenza il fronte di collisione e' spostato verso la stella blu. In questa zona viene rilasciata parte dell'energia cinetica dei venti stellari i cui effetti sono apprezzabili perfino con i nostri strumenti amatoriali.

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Messaggioda nico » 9 ago 2018, 16:49

Ciao a tutti.
Riesumo questo interessante topic perché nelle ultime sere, durante le nostre "scorribande spettrali" su vari tipi di oggetti, abbiamo voluto provare ad osservare alcune stelle di tipo Wolf-Rayet.
Ne abbiamo osservate 4, ossia la WR 233, WR 136, WR 139 e anche la WR 140, oggetto di questo topic.
Forse in questo momento la stella non è un una fase dell'orbita particolarmente interessante, ma mostra comunque le classiche righe in emissione piuttosto marcate.

Vi chiedo se, pur essendo la nostra una ripresa a bassa risoluzione (LHires 3 con reticolo da 150 l/mm), si possa notare qualche caratteristica interessante dello spettro anche in questa fase dell'orbita.

A presto

zoom hd193793_ 20180806_931_Nico Montigiani, Massimiliano Mannucci.png


WR 140 - HD 193793 _ 20180806_931_Nico Montigiani, Massimiliano Mannucci_OAMH.png
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Messaggioda Paolo » 10 ago 2018, 1:14

Complimenti per la carrellata di WR Nico! Non so dirti se alla vostra risoluzione possono essere rilevate caratteristiche interessanti, e' indispensabile uno specialista. Soprattutto, come giustamente dici, il momento e' diverso da quando le stelle erano vicine e l'interazione dei rispettivi venti stellari era molto marcata.

Le righe sono fortemente allargate per l'alta velocita' dei gas, quindi credo che al momento del periastro il vostro spettro, sebbene di risoluzione inferiore, sarebbe stato comunque utile.

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Messaggioda Paolo » 5 nov 2022, 13:46

Mi era sfuggita l'osservazione di WR140 con il nuovo telescopio spaziale JWST. L'immagine e' presa con la camera nel medio infrarosso. Non pensavo arrivasse a tanto...

WR140_JWST.jpg

Sembrano effetti di diffrazione ma sono cose reali! Ad ogni ciclo orbitale (vedi animazione del topic di apertura), quando le componenti si avvicinano, l'interazione dei venti stellari forma un guscio di polveri che espande. Un ciclo orbitale dura circa otto anni. Dal conteggio degli archi, spaziati in modo cosi' regolare, si evince quanto tempo e' occorso per la loro formazione. Compresi i piu' deboli, ne conto 19. In pratica stiamo vedendo 150 anni di evoluzione...

Mi ricordano gli anelli di accrescimento degli alberi!

https://webbtelescope.org/contents/earl ... ystem.html

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Messaggioda umberto » 5 nov 2022, 22:21

Che meraviglia! Grazie dell'info Paolo.
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