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Righe di calibrazione lampada Ar-Ne Alpy 600

Le nuove tecniche per studiare e comprendere la natura di tanti fenomeni celesti.

Messaggioda Paolo » 20 gen 2020, 15:16

Max, il tuo spettro bidimensionale della lampada e' valido. Questo significa che la perdita di risoluzione che ho visto nella schermata del tuo profilo e' dovuta ad un trattamento non appropriato. Lo spettro prodotto dall'Alpy 600, per come e' realizzato, produce le righe spettrali incurvate (succede anche con il Lhires III).

Prima di usare il comando che tira fuori il profilo (non ricordo quale sia in RSPEC), le righe spettrali devono essere perfettamente verticali (almeno nell'area di binning) altrimenti perdi risoluzione e non riuscirai mai a calibrarlo. In alternativa potresti stringere moltissimo la fascia del binning ma rischi di aumentare troppo il rumore (per le righe piu' deboli potrebbe essere un problema).

Altra cosa che volevo raccomandarti (puo' sfuggire)... Quando lo scopo e' quello di estrarre il profilo spettrale di una lampada, bisogna ricordarsi di NON attivare la sottrazione del fondo cielo. Se ti dimentichi, le righe tenderanno ad autodistruggersi!

Con ISIS lo spettro e' stato calibrato in pochi istanti. Non e' servito neanche usare la dimensione virtuale del pixel, ho fornito quella reale della tua CCD (6.45 micron).

Wavelength fit deviation
point #1 x = 279.944 lambda = 3945.859 dlambda = 0.241
point #2 x = 339.415 lambda = 4159.099 dlambda = -0.509
point #3 x = 436.988 lambda = 4510.441 dlambda = 0.289
point #4 x = 446.573 lambda = 4545.009 dlambda = 0.041
point #5 x = 477.889 lambda = 4657.959 dlambda = -0.059
point #6 x = 507.512 lambda = 4764.800 dlambda = 0.070
point #7 x = 563.079 lambda = 4965.060 dlambda = 0.020
point #8 x = 684.416 lambda = 5400.679 dlambda = -0.119
point #9 x = 811.470 lambda = 5852.481 dlambda = 0.009
point #10 x = 929.506 lambda = 6266.484 dlambda = 0.006
point #11 x = 998.831 lambda = 6506.531 dlambda = -0.001
point #12 x = 1187.659 lambda = 7147.006 dlambda = 0.034
point #13 x = 1259.140 lambda = 7384.004 dlambda = -0.024
--------------------------------------------------------------------------
Coefficient a4 : 7.702376E-11
Coefficient a3 : -3.949350E-07
Coefficient a2 : 4.566000E-04
Coefficient a1 : 3.40751
Coefficient a0 : 2964.357
--------------------------------------------------------------------------
RMS : 0.230951
--------------------------------------------------------------------------

relco_20191112_645.png

Se vuoi usare RSPEC, ti consiglio almeno di raddrizzare le righe prima di caricare il frame nel software. Allo scopo puoi anche usare ISIS, menu Tools -> Command line. Mettiamo che il tuo frame si chiami RELCO.FIT e il nuovo frame con le linee dritte RELCO_OK. Nel campo scrivi il comando (rispetta gli spazi):

smile RELCO RELCO_OK 277 11712

e premi INVIO. Nella cartella di lavoro di ISIS troverai il nuovo RELCO_OK.FIT con la geometria corretta. Intanto usa questi valori. Quando cambierai qualcosa nel setup ti dico come fare per trovarli.

Ecco l'effetto del comando:

RELCO:
relco.JPG

RELCO_OK
relco_ok.JPG


Ti allego il profilo calibrato della lampada con cui potrai identificare qualsiasi riga in caso di dubbi (nella calibrazione pero' usa le lambda note, non quanto misurato sul profilo).

Paolo
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Messaggioda LFranco » 20 gen 2020, 19:26

Ciao Max,
ho provato a calibrare la tua lampada con RSPEC.
Non ho ottenuto un risultato altrettanto preciso rispetto a quello di Paolo, ma ti allego comunque la schermata ed il polinomio di terzo grado che ho usato. I residui sono ancora alti e vanno ulteriormente ridotti. Potrai trovare delle indicazioni utili per fare la tua calibrazione. C'è da dire inoltre che molte righe sono sature. Se vedi bene le creste sono piatte e non a punta. Per calibrare bene lo spettro è necessario mantenersi ben al di sotto del livello di saturazione.
Saluti
Lorenzo Franco

PS: allego anche il file .ini che potrai caricare dal pannello di calibrazione di RSPEC.
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max_calibrazione_ini.zip
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Relco_Max_RSPEC.png
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Messaggioda Max » 20 gen 2020, 19:57

Grazie mille a tutti ora vorrei provare con entrambi i software, anche se incontro delle difficoltà con ISIS, per la saturazione quindi i 120 secondi che consigliano sul sito Sheliak sono troppi?voglio provare con tempi inferiori per vedere cosa ottengo.In effetti non ero sicuro neanche della sottrazione del fondocielo ,immaginavo che non andasse inserito ma l'ho messo comunque in queste prove.
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Messaggioda LFranco » 20 gen 2020, 22:01

Ciao Max,
il tempo di integrazione va tarato per la tua camera ccd e due minuti sono sicuramente troppi. A titolo di esempio con la mia camera e lo stesso alpy600 ottengo lo spettro della lampada con 5 secondi, avendo cura di non superare i 35000 ADU oltre i quali la mia camera comincia a diventare non lineare. Il fondo cielo (come ha detto già Paolo) non va sottratto, altrimenti spariscono le righe.

Saluti
Lorenzo Franco
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Messaggioda Max » 20 gen 2020, 22:09

Ok grazie Lorenzo quindi mi conviene rifare tutto da capo e seguire le procedure che mi avete indicato perché con quelle immagini che ho fatto non vado molto lontano.
Grazie ancora domani riprovo tutto.
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Messaggioda Giorgio Clemente » 12 feb 2020, 19:17

Buongiorno a tutti. Mi inserisco nel post delle righe di calibrazione facendo un passo indietro. In particolare al riguardo della costruzione “home made" di un modulo di calibrazione per l'Alpy 600 con un mio modesto contributo di pensiero.
Qualora debba aprire un altro topic, non me ne vogliate ma ho frequentato raramente forum nel web e sono un po' "grezzo" nel muovermi (qualora sia fuori pista fatemi sapere che correggo la rotta...)
La strada che ho voluto seguire, dopo “acerrima" discussione con il Guru Paolo (amico di vecchia data) e che ringrazio per i preziosissimi consigli è quella di anteporre sull’asse ottico, prima della fenditura, una delle famose lampade Relco. Ovviamente tale lampada deve essere sfilabile terminata la calibrazione e dovendola alimentare a 220 volts ho optato per una costruzione solida e sicura...
In allegato foto e disegni di quello che avevo pensato di realizzare per utilizzare la lampada dello starter Relco (SC480) quale fonte di calibrazione per l'ALPY, sacrificando un raccordo T2 M/F lungo 40mm.
Dopo varie ricerche ho trovato degli starter RELCO a Messina... Tra l'altro mi risulta che queste lampade siano fuori produzione, pertanto, farne scorta!
Il portalampada con annesso interruttore e led l'ho già realizzato (vedi foto), invece, per inserire la lampada davanti alla fenditura sacrificherò/utilizzerò un raccordo T2 che ho fatto modificare da un tornitore (vedi disegno).
Adesso il pezzo è pronto… (vedi foto) e deve essere solo anodizzato.
Inoltre avendo una CCD SXVR-H18 il cui tiraggio meccanico è di 23 mm per stare nelle specifiche dell’ALPY (20mm +/- 1mm), dallo stesso tornitore ho fatto modificare il piatto di tilting della camera (sostanzialmente riducendone lo spessore) si da stare nei limiti di focheggiatura del reticolo (vds foto setup con indicato con la freccia il raccordo poi modificato).
Ho già fatto delle prove, senza per ora il raccordo, anteponendo la lampada davanti alla fenditura (o meglio li dove dovrebbe essere) e coprendo il tutto con un panno nero…
Riporto alcuni dubbi e considerazioni:
- la lampada emette una luce rosa/violacea veramente bassa... è normale?
- attaccando la lampada Relco alla rete domestica della 220, ho notato delle oscillazioni di luminosità (come se vi fosse un segnale modulante tale rumore). Questo anche staccando la CCD e spegnendo il cellulare. Non credo questo influisca sulla presenza delle righe di emissione al più sulla loro intensità, ma dovendo integrare e non avendo necessità di calibrare in flusso, correggetemi se sbaglio, non credo influisca sul frame di calibrazione in λ.
- riprendendo con l'Alpy la luce della lampada (per ora non schermata dal foglio traslucido/opaco da disegno tecnico) se non tolgo il cilindretto di plastica (quello della prova è trasparente sull'azzurrino con delle scritte) a tutto vantaggio della sicurezza (non ho contatti a giorno), succede quello che Paolo mi aveva anticipato per telefono e cioè che la plastica taglia le righe dell'UV o giù di lì (ma non ho fatto misure precise per dirvi da quale lunghezza d'onda; allego comunque foto) ma non le altre righe di emissione. In buona sostanza gli spettri sono identici con o senza copertura in plastica a parte la zona sx (blu/UV) dello spettro. Comunque il taglio è minimo (ritengo alla luce delle mie conoscenze attuali).
- per staccare le linee del blu ed aumentare il S/R ho dovuto fare una posa di ben 120 sec (! ndr: è normale?) anche se, ad onor del vero, la lampada non era posizionata in maniera ottimale ed era, di giorno, tenuta a mano davanti alla fenditura con un panno nero, come detto, che copriva la mano che la sorreggeva. Inoltre ho lasciato la copertura cilindrica in plastica durante la ripresa.
Cieli spettrali
Giorgio
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Relco plastic 120 sec.jpg
Relco plastic 5 sec.jpg
Relco 5 sec.jpg
setup.jpg
Raccordo T2 modificato.jpg
Portalampada Relco 4.jpg
Portalampada Relco 3.jpg
Portalampada Relco 2.jpg
Portalampada Relco 1.jpg
Modello portalampada draft r.jpg
Giorgio Clemente
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Messaggioda umberto » 13 feb 2020, 13:06

Complimenti Giorgio! Arrangiarsi fa risparmiare denaro e dà anche soddisfazione di avere realizzato un accessorio che funziona bene.Io le stesse lampade le ho posizionate in quantità n°12 all'interno del paraluce del C8 in prossimità della lastra correttrice ottenendo una ottima lampada di calibrazione vedi: viewtopic.php?f=22&t=1591&start=24#p33314
La stessa cosa ha fatto il nostro amico Tonino al quale chiediamo di mostrarci la lampada da lui ottenuta.Umberto
umberto
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Messaggioda tonyven » 13 feb 2020, 21:33

Eccoci qua! Condivido con piacere questa esperienza.
Saluti Tonino

Relco_definitiva180.jpg
tonyven
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Messaggioda Paolo » 14 feb 2020, 15:13

Ottimo inizio Giorgio!

- la lampada emette una luce rosa/violacea veramente bassa... è normale?

Si

- attaccando la lampada Relco alla rete domestica della 220, ho notato delle oscillazioni di luminosità (come se vi fosse un segnale modulante tale rumore). Questo anche staccando la CCD e spegnendo il cellulare. Non credo questo influisca sulla presenza delle righe di emissione al più sulla loro intensità, ma dovendo integrare e non avendo necessità di calibrare in flusso, correggetemi se sbaglio, non credo influisca sul frame di calibrazione in λ.

Succede anche a me e ho visto che dipende dalle singole lampade (in alcune la parte di gas eccitato si estende e si ritira, altre sono stabili). Nel mio caso non c'e' alcun impatto sulle righe, intensita' a parte. Invece Tonino mi ha riferito di una esperienza diversa, ovvero alcune lampade fra quelle acquistate (Relco?) non producevano uno spettro valido. Tonino puo' darti eventualmente maggiori infomazioni. Da quanto ho visto, fra lampada e lampada cambia l'intensita' di alcune righe (non la lunghezza d'onda). Ti consiglio di prendere lo spettro di quattro o cinque lampade diverse e di confrontarlo (direttamente il frame, non il profilo) con quello che vedi nel primo post del topic, verificando se sono ben visibili le righe marcate con il pallino rosso (sono quelle usate per default da ISIS per l'Alpy 600). Se la scala delle immagini non e' la stessa (molto probabile), usa photoshop o simili per riscalare il tuo frame in modo da far coincidere le righe con gli spettri sovrapposti (e' tutto piu' facile). Nota che ISIS puo' usare anche una lista di righe diverse (file mode) che sceglierai nel tuo spettro (escludendo se occorre le righe piu' deboli o che si trovano troppo vicine ad altre). Alla fine selezioni la lampada migliore (righe di calibrazione marcate e intensita' massima).

- per staccare le linee del blu ed aumentare il S/R ho dovuto fare una posa di ben 120 sec (! ndr: è normale?)...

Non so dirti l'esposizione occorrente con il modulo di calibrazione dell'Alpy. Usando il Lhires III configurato per la bassa risoluzione, ottengo uno spettro con righe ben marcate con 2 o 3 secondi. Considera che la lampada relco e' posizionata a 1 cm o poco piu' dalla fenditura (e che il flusso luminoso diminuisce con il quadrato della distanza). Inoltre la mia lampada ha intorno solo un sottile foglio di nastro opalino con funzione di diffusore.

Ti segnalo che sul forum c'e' un interessante topic di Paolo Cazzato (nickname miror) in cui descrive un sistema analogo per la calibrazione dell'Alpy 600.

Tienici informati sugli sviluppi!

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